lunedì 28 febbraio 2011

Le multinazionali che migrano

E' interessante questo articolo di alcuni mesi fa pubblicato su Rassegna.it sulle multinazionali che stanno abbandonando l'Italia per migrare non solo verso Cina ed India ma anche verso altri paesi occidentali

Bisogna sapere quanto pesano nella nostra economia le multinazionali, per capire l’esatta dimensione dell’allarme che ha destato la notizia di un buon numero di aziende a capitale estero che sta per lasciare (o che ha già lasciato) l’Italia. Alcoa, Severstal, Glaxo,Yamaha, Pfizer, Motorola, Alcatel: nomi noti del mercato globale che abbandonano il nostro territorio. Sono soprattuto le eccellenze e i centri di ricerca a emigrare – e questo è uno dei dati nuovi rispetto al passato, quando erano soprattuto le produzioni mature a traslocare –, per spostarsi verso il nuovo baricentro economico internazionale, Cina e India in particolare, che nel frattempo hanno imparato a innovare, spesso in modo più veloce e inventivo dell’occidente. continua a leggere ...

domenica 27 febbraio 2011

Da un blog Ericsson-Marconi

qua e là nella rete ci sono, putroppo, innumerevoli blog che sono nati da storie come la nostra.
Eccovi qui uno stralcio di una considerazione postata su un blog Ericsson-Marconi.
Il testo completo dell'intervento, che verso la fine entra in argomenti più specifici della loro vicenda, lo trovate qui

Effetti collaterali

Gli avvenimenti di questi giorni devono far riflettere tutti su alcuni concetti importanti per il nostro futuro e quello dell'intera società. In un libro di fantascienza (La fuga di Logan) era stata ipotizzata una società perfetta, dinamica, attiva, giovane che però aveva un "piccolo" neo, un pedaggio. Tutti i membri della società che compivano 30 anni venivano inviati in un impianto che, più o meno non ricordo bene, li "riciclava" mettendo fine alla loro vita.
Oggi siamo nella società dell'apparire, della velocità, della perfezione, della dinamicità e altre amenità fatte per alimentare il mercato, aumentare le energie che le persone devono spendere (sempre meno retribuite) sul posto di lavoro, in palestra, sulla strada e un po' meno per la famiglia, gli amici, per gli altri. Questo gioco al massacro si sta spingendo all'estremo, anche con il nostro avvallo. Oggi assistiamo a dichiarazioni del tipo che a 35 anni si è già vecchi per l'azienda, oltre i 40 anni si è anziani... ma dobbiamo lavorare fino a 65 anni e l'aspettativa di vita aumenta.
Cosa stiamo costruendo? Siamo ingranaggi di una macchina che ci digerisce. Quando siamo giovani ci sentiamo pieni di energie, veniamo incensati per le nostre qualità, lodati per la nostra gioventù che ha un solo limite... passa. E ti ritrovi a "oltre 40 anni" dopo aver speso molte energie per costruire un lavoro, una famiglia, dei figli, con qualcuno davanti che ti dice che sei troppo vecchio, che costi troppo, che sei poco gestibile (nel senso che ragioni quando ti dico qualcosa e, a volte, fai obiezioni, hai acquisito la coscienza che hai anche qualche diritto), segno inequivocabile anche della propria inadeguatezza al ruolo da svolgere (dirigere significa anche guidare!!). Dimenticavo che però questo non vale per gli alti dirigenti, gli amministratori delegati e i capi del personale che più maturano e più sono... (in un colloquio questo mi sono sentito rispondere ad un capo del personale che mi diceva che però ero troppo vecchio (avevo 44 anni) mentre lui ne aveva 62!! Però... faceva parte della casta.

Ericsson è campione in questo atteggiamento. E gli ultimi fatti ne sono la prova. Questa politica è strategica per l'azienda che la usa a tappeto, come le bombe di un B52 che però producono i cosiddetti "effetti collaterali", una disgregazione della società, un clima di tensione, una insicurezza diffusa che, secondo me, sono molto più dannosi dei benefici derivati dalla strategia usata. E' come voler seminare dopo aver gettato il diserbante per togliere le erbacce, ci vorranno anni per avere dei frutti oppure la pianta muore. Altri effetti possono essere l'amplificare situazioni di crisi che possono portare al dramma di questi giorni. Qualcuno ha avuto il coraggio di parlare di strumentalizzazione ma io dico che strumentalizza chi utilizza a proprio favore una situazione della quale, tutto sommato, non interessa gran che mentre a me sembra proprio la situazione contraria.

Sul blog ...

questo blog è aperto a tutti. I commenti li abbiamo lasciati resi aperti a tutti proprio per evitare le procedure di registrazione e login che spesso allontanano i lettori dal postare commenti. Chi volesse contribuire con un post vero e proprio non deve fare altro che inviarlo alla nostra mail esuberi.alubari@gmail.com
I post possono essere di qualsivoglia natura, anche qualche considerazione sulle rivolte nordafricane o sui temi di attualità: i tag assegnati ai post aiuteranno i lettori nella scelta delle letture.
Non verrà censurato nessun post: al 99,99% verrà pubblicato. Nello 0,01% delle probabilità ricadono i post a favore di Berlusconi, Brunetta e compagnia cantando ;-)
Onestamente non crediamo che ne arriveranno mai ....

venerdì 25 febbraio 2011

Comunicato RSU Bari del 25 febbraio

COMUNICATO
Martedì 22 febbraio u.s. si è tenuto al Ministero dello Sviluppo Economico un incontro tra l'Azienda ed il Coordinamento Sindacale Nazionale di Alcatel-Lucent. Dopo avere riassunto il quadro della situazione economica e di mercato di ALU corporate ed ALU Italia, già comunicato in Assolombarda nell'ultimo incontro del 7 febbraio, l'Azienda ha integrato tale scenario con i risultati del Q4. Ha ribadito che, pur essendo stato un trimestre interessante, i risultati riportati anno su anno, sono invece poco entusiasmanti.
Ciò in particolare per la divisione Optics ed in particolar modo per l'Italia. Per risalire la china Optics dovrà operare una migrazione tecnologica e lavorare sui margini di guadagno dei prodotti e migliorare la propria efficienza.
E come procedere per ottenere questo miglioramento? Razionalizzando i siti: per ora in Italia, USA, Israele e Romania, e in seguito anche altrove. Riducendo i 21 siti di R&D Optics presenti nel mondo per garantire efficienza nelle attività e, per quello che ci riguarda più direttamente, confermando ancora una volta la dismissione del laboratorio di R&D Optics di Bari. Con questa “razionalizzazione” (“taglio scellerato”,
diremmo noi) dei siti si vuole “dimostrare che ALU Italia può competere per ottenere investimenti per il futuro” - hanno detto i rappresentanti dell'Azienda presenti al Ministero.
In questa espressione leggiamo le chiare motivazioni che portano ALU Italia a dismettere il laboratorio di R&D di Bari: i lavoratori diventano un agnello sacrificale per ottenere le compiacenze divine. E ancor più sinistra risuona la precisazione che questa operazione è “il primo passo”. Ci chiediamo: verso quale meta? Forse verso la fuga di Alcatel-Lucent dall'Italia?
Si tratta della prima di una serie di chiusure da cui nessuno può e deve sentirsi escluso?
Ancora una volta non sono state fornite motivazioni né tecniche né economiche che giustifichino una decisione così drastica. Perché? Semplicemente perché non ci sono.
Perché l'Azienda, per voce di chi la rappresentava al Ministero, considera i suoi collaboratori semplicemente dei numeri, delle entità di cui potere e dovere fare a meno qualora queste non siano più funzionali all'Azienda, “anche se fossero dei geni”.
I lavoratori della sede di Bari non sono dei geni ma, con la loro professionalità che è sotto gli occhi di tutti, hanno contribuito assieme ai 30 colleghi di R&D Optics di Vimercate sotto il mirino dell'Azienda, ad uscire dal tunnel in cui ALU era entrata in questi ultimi anni.
Rifiutiamo questa logica aziendale, secondo cui i lavoratori sono solo numeri, e sposiamo appieno la linea del Coordinamento Sindacale Nazionale, che vuole evitare di discutere separatamente dell’utilizzo degli strumenti in ALU (CIGO o quant'altro), e della gestione dei 30+30 esuberi in R&D.
Chiediamo inoltre alle Istituzioni un intervento deciso per arginare la fuga di ALU dal nostro territorio e dall'Italia.
Pertanto proclamiamo l’immediato stato di agitazione della sede di Bari, con il relativo blocco degli straordinari e uno sciopero di 4 ore per mercoledì 2 marzo.I Lavoratori si riuniranno in presidio, dalle 9 alle 13 dello stesso giorno, davanti alla sede degli uffici della Regione Puglia, in c.so Sonnino 177 Bari, in concomitanza con l'incontro convocato dalla task force per il lavoro e l'occupazione della regione stessa.

Bari, 24 Febbraio 2011                                                                                    RSU Alcatel-Lucent Bari

Comunicato unitario del Coordinamento del 25 febbraio 2011

PREOCCUPANTI LE CONFERME DI ALCATEL LUCENT
Il giorno 22 febbraio 2011 si è tenuto, presso il Ministero dello Sviluppo Economico (MiSE), l’incontro, richiesto da Fim, Fiom, Uilm nazionali e dal Coordinamento sindacale, per proseguire il confronto sulle prospettive industriali ed occupazionali di ALU Italia per il 2011, dopo l’ultima riunione in Assolombarda del 9 febbraio scorso.
L’Azienda ha riconfermato le misure di riduzione dei costi annunciate, riguardanti la chiusura del laboratorio R&D Optics di Bari, 30 riduzioni in R&D Optics a Vimercate, una significativa riduzione dei contractors (sub‐appalto che interessa circa 250) in R&D, 80 riduzioni complessive nelle attività della Region, di cui circa 40 dovute alla implementazione del Principal Operating Model.
Inoltre, una significativa riduzione del numero di lavoratori somministrati impiegati a Trieste (da oltre 300 a circa 150) per effetto del trasferimento di alcune produzioni verso Flextronics in Romania, e questo preoccupa ulteriormente in quanto Trieste è l’ultima realtà manifatturiera di Alcatel in Italia.
In modo particolare per l’attività Optics l’azienda ha espresso l’esigenza di proseguire con la semplificazione del portafoglio prodotti e la razionalizzazione dei siti di R&D Optics (attualmente 21 nel mondo di cui 6 in Italia: Vimercate, Genova, Roma, Rieti, Battipaglia, Bari). Questo, a suo avviso, per aumentare l’efficienza globale, ottimizzando gli investimenti e concentrando le risorse nelle nuove tecnologie che vanno verso una convergenza IP end‐to‐end.
Alcatel Lucent ha ribadito anche al Ministero la necessità di dover ridurre i costi per aumentare i margini di guadagno dell’azienda, a discapito anche del patrimonio di competenze presenti nelle attività di R&D.
Le segreterie nazionali Fim, Fiom, Uilm ed il Coordinamento nazionale esprimono forti preoccupazioni e, nel ribadire la propria contrarietà al piano di riduzione del personale annunciato ed alla chiusura del sito di Bari, hanno anche richiesto all'azienda di aprire un vero confronto globale sulle strategie attraverso la presentazione di un Piano industriale che contenga le risposte ai punti successivi: andamento di OPTICS e sue ricadute nel nostro Paese, evoluzione dei prodotti OPTICS, quali attività verranno sviluppate dai team di R&D in Italia (per tutti i siti) e conseguenze sull’organizzazione e quali ricadute sui livelli occupazionali, subappalto e utilizzo di consulenti.
Le segreterie nazionali FIM, FIOM, UILM ed il Coordinamento nazionale ritengono che le azioni annunciate porterebbero ad ulteriori perdite di competenze qualificate, necessarie invece per mantenere un ruolo strategico e significativo della R&D italiana e in tutte le altre attività aziendali nell’ambito della multinazionale.
Fim, Fiom, Uilm ed il Coordinamento nazionale hanno chiesto al Ministero di essere parte attiva in questo settore, sviluppando una politica industriale.
Il ministero dello Sviluppo Economico, nel ribadire la sua attenzione al mantenimento delle attività di Ricerca e Sviluppo, ha condiviso la necessità di avere un quadro sulle strategie future della multinazionale, dentro il quale collocare la discussione sulle azioni che l’azienda ha annunciato di voler attuare in Italia.
Per proseguire il confronto sia in sede sindacale, che in sede ministeriale sono stati programmati due nuovi incontri: 4 Marzo in Assolombarda e 8 di Marzo al Ministero dello Sviluppo Economico.
FIM, FIOM, UILM NAZIONALI
IL COORDINAMENTO SINDACALE ALCATEL LUCENT
Roma, 25 febbraio 2010

Comunicato in formato PDF

mercoledì 23 febbraio 2011

Primo incontro al MiSE

Ed ecco la fatidica data. Il 22 febbraio.
Le RSU ci hanno già detto di non sperare ne' che l'Alcatel-Lucent si presenti con un piano "ammorbidito", ne' di sperare che ci siano dettagli maggiori sul piano di esuberi presentato a Milano.
Non c'è il tecnico richiesto dalle OO.SS. ma c'è una vecchia conoscenza in ALU: il Dott. Angelo Perucconi, ex direttore delle Risorse Umane.
L'Azienda ribadisce le sue posizioni, le vengono sollevate delle eccezioni: non si possono buttare alle ortiche le indiscutibili competenze ventennali di 30 persone.
La risposta? "Posso avere a disposizione anche dei geni, ma se non sono più funzionali alle esigensze dell'Azienda devo farne a meno".
Complimenti!
Ma non è tutto. Altre chicche? Eccome se ce ne sono!
L'inefficienza dovuta alla frammentazione dei prodotti e delle sedi e quindi (audite audite) diversi fusi orari.
MA E' UNA BATTUTA? Un RSU di Vimercate fa osservare che non gli risulta che Bari sia in un fuso orario diverso dal suo.
E poi, la parte più inquietante: ci viene detto che dobbiamo raggiungere l'efficienza richiesta perché si "deve dimostrare di potere competere per ottenere investimenti per il futuro".
Magnifica questa frase. Svela tutto quello che c'è dietro. Ora è tutto chiaro. E' stato chiesto di fare il compitino e se viene fatto bene viene dato lo zuccherino al cavallo.
E' meglio non aggiungere altro e dare spazio ai comunicati ufficiali, va.

lunedì 21 febbraio 2011

Il Comitato di Coordinamento Europeo

ECID - European Committee for Information and Dialogue
Il nostro Coordinamento Sindacale Europeo. Funziona perfettamente. Come anche altri coordinamenti europei di altre aziende (vedi Alstom). In passato è riuscito a sindacalizzare i nostri colleghi rumeni. Assunti a piene mani perchè non costavano una mazza, non avevano una seria rappresentanza sindacale, anche se cominciavano ad essere tanti. Sono ora il sesto paese europeo per numero di dipendenti Alcatel-Lucent. Questo dimostra che quello che paga, per i lavoratori, e' l'estensione dei diritti a chi non li ha, e non la compressione degli stessi (vero Marchionne?)
All'ultimo incontro dell'ECID il 17 gennaio, non 2010 ma 2011, 15 gg. prima di annunciare i tagli in Italia e Romania, i rapprentanti di Alcatel-Lucent seduti a quel tavolo ufficiale ed autorevole a Parigi, hanno detto che per il 2011 non erano previsti tagli. Sticazzi! Scusate il francesismo, ma parlavamo di Parigi! :)
Quindi l'ECID è subito intervenuto, su sollecitazione dei nostri rappresentanti italiani, poiché è anche previsto che debba essere obbligatoriamente informato prima o al più contemporaneamente alle OO.SS. nazionali, se ci sono piani di ristrutturazione che coinvolgono due o più nazioni in Europa.
Nel frattempo ci è anche pervenuto un messaggio di solidarietà del CFDT, il sindacato francese.

domenica 20 febbraio 2011

I colleghi delle altre sedi

Non li citiamo per timore di dimenticarne qualcuno, ma da molti colleghi di Vimercate sono arrivate attestazioni di solidarietà e di stima oltre ogni nostra aspettativa.
Con alcuni di loro in tutti questi venti anni e' nato un rapporto che va anche oltre quello del semplice collega di lavoro. Con qualcun'altro ci parli quotidianamente al telefono e non lo hai mai incontrato di persona ma è come se ci andassi a pranzo insieme ogni giorno.
Lo sfottò sul calcio, sulla politica, sulle origini meridionali di qualcuno di loro e magari, ti capita anche di uscire a cena con lui e la sua famiglia quando sei in trasferta in Brianza.
Ma non ne parliamo come se non fossimo più colleghi. Lo siamo ancora e faremo di tutto per rimanerlo.
E le altre sedi? Non le citiamo unicamente perchè i nostri rapporti di lavoro si svolgono quasi seclusivamente con il team di Vimercate con qualche eccezione per alcuni di noi che, in passato, hanno lavorato per qualche anno a Battipaglia e Rieti, lasciando anche lì un ricordo positivo che si è concretizzato in messaggi di solidarietà di chi li conosce personalmente.
Ragazzi. Vi ringraziamo tutti ancora una volta. Lasciateci anche qui sul blog un vostro messaggio.

sabato 19 febbraio 2011

Il blog di Ben: "What a week!!!" ovvero le solite americanate!!!

Le solite americanate!!!!
Nella intranet aziendale viene messo in piedi un blog dal CEO.
Il "blog di Ben", Ben Verwaayen, il CEO, il grande capo.
Il primo post: "what a week!!!" - "che settimana!!!"
... del cazzo, aggiungeremmo noi; una gran bella settimana del cazzo stiamo passando, dopo che ci hanno detto che siamo in esubero.
Il "what a week!!!" si riferisce alla settimana dal 7 al 13 febbraio, proprio quella in cui ci hanno dichiarati in esubero, in cui l'Azienda ha comunicato eccezionali risultati nel Q4 2010 ed il titolo ALU è salito in borsa segnando un +25,84%
Un blog aziendale ... lascio a chi legge ogni commento sulla sua utilità.
Ma cosa ci può scrivere un dipendente? Ci sono varie ipotesi a seconda delle diverse tipologie di lavoratore.
  1. Lo scapocchione.
    Questo tipo di lavoratore non ci pensa minimamente ad andare a postare un qualsivoglia commento in un blog aziendale, soprattutto se de CEO. In inglese poi: seeeeeeee, figuriamoci!
    Non lo userà mai.
  2. Quello con qualche rospo da ingoiare.
    Esporsi? Per buttare fuori le riserve che ha sull'organizzazione del lavoro e sulle cose che, secondo lui non vanno in Azienda? E chi glielo farebbe fare? Perchè esporsi così se già non serve a nulla lamentarsi col suo capo diretto?
    Non lo userà mai nemmeno lui.
  3. Il diligente (con la L non con la R).
    Sta lavorando e giustamente non perde tempo dietro a queste cose.
    Non lo userà mai. :)
  4. L'aziendalista
    Lui si che scrive. Certo. dve mettersi in mostra. Gli piace. Lo eccita questa cosa. Scrivere sul blog del gran capo. Che emozione!
  5. L'incazzato col mondo, che non ha più niente da perdereUn uno-due bene assestato ed il blog crolla al tappeto.
    Implode, si abbatte su se stesso come Punta Perotti quando venne giù. Divertimento garantito per chi legge.

Ed ecco i post degli aziendalisti. Perlopiù stranieri, americani forse. Post da rimanere a bocca aperta. Robe  incredibili del tipo: "wow, che bello lavorare in qui!", "oh che fantastici risultati", "ALU grazie di esistere" e giù di lì.Qualcuno ci sa dire a che serve un blog pieno di questi commenti che fanno un uso così smodato della lingua?
... "che bello lavorare qui" .... nessuno lo mette in dubbio: SE SOLO TI FACESSERO LAVORARE, INVECE DI METTERTI FUORI!
Come per incanto ecco arrivare i primi post degli incazzati col mondo.
Un primo colpo dato da un lavoratore di Bari ed un secondo colpo assestato da un lavoratore rumeno che rivela che anche a Timisoara stanno tagliando, fa rientrare tutte le lingue che nel frattempo avevano inumidito il blog. E parte una raffica di commenti negativi, di altri lavoratori di Bari e Timisoara che, giustamente incazzati perchè rischiano di perdere il lavoro, intervengono dando una decisa svolta al tono del blog.
Reazioni composte, no parolacce (è pur sempre un blog aziendale) ma decise ed incazzate.
E quindi arrivano le truppe francesi :) I colleghi d'oltralpe cominciano a postare tutti lo stesso slogan contro il blocco degli stipendi. Avessimo noi lo stesso problema!!!
Quindi arrivano i post di solidarietà dei colleghi di Vimercate che ci conoscono personalmente e con i quali abbiamo lavorato a stretto contatto in tutti questi anni. Ma a loro dedicheremo un post a parte.
Ed in pratica il blog è andato. Guarda qui come finisce : il video rende l'idea :) ... anche il sonoro :P

venerdì 18 febbraio 2011

Comunicato stampa di Trieste del 18 febbraio 2011

Anche le RSU dello stabilimento di Trieste diffondono alla stampa un comunicato stampa che qui riportiamo.




COMUNICATO STAMPA ALCATEL-LUCENT TRIESTE
200 LAVORATORI
La Direzione nazionale di Alcatel-Lucent ha comunicato le azioni e i numeri per traguardare il 2011. Si tratta di azioni pesanti con 380 esuberi dichiarati sul territorio nazionale con tagli anche sulla ricerca e sviluppo tanto che si prospetta la chiusura del sito di Bari.
Gravi le ricadute sul territorio di Trieste dove la Direzione prospetta un taglio di ben 200 posti di lavoro, gravi per il futuro stesso dello stabilimento ma altrettanto gravi per la città che sta già pagando il perdurare della crisi economica.
Lo stabilimento Alcatel-Lucent di Trieste occupa attualmente 220 lavoratori con contratto a tempo indeterminato e 350 lavoratori con contratto di somministrazione di mano d’opera per una forza lavoro complessiva di 570 lavoratori. Lo stabilimento opera nel settore delle telecomunicazioni nel trasporto dati (apparati WDM) con fasi lavorative di produzione, NPI (industrializzazione di nuovi apparati in collaborazione con i centri di ricerca e sviluppo) e di integrazione dei prodotti (collaudo finale di apparati WDM con simulazione reale di messa in campo). Il sito di Trieste si è sempre distinto per le elevate competenze necessarie per la gestione degli apparati di altissima tecnologia prodotti ma anche per i numeri di fatturato.
La direzione giustifica la drastica riduzione del personale, con 200 tagli sui contratti di somministrazione nell’arco di un anno, dati dal cambio di missione imposto dai vertici della multinazionale che comporterà il trasferimento di tutte le attività prettamente produttive nello stabilimento Flextronics in Romania.
Le Rappresentanze Sindacali Unitarie di Alcatel-Lucent Trieste, esprimono forte preoccupazione e disappunto per le decisioni prese dalla dirigenza di Alcatel-Lucent perché oltre a tagliare 200 posti di lavoro potrebbero compromettere il futuro stesso del sito triestino, i tagli toccheranno anche l’indotto perché alcune fasi di produzione svolte nella vicina MW di Ronchi saranno trasferite in Romania.
Su richiesta di FIM FIOM UILM nazionali congiuntamente al Coordinamento Alcatel-Lucent, il giorno 22 febbraio è stato convocato un tavolo presso il Ministero per lo Sviluppo Economico, dove si incomincerà un percorso di confronto con l’azienda.
Successivamente con il coinvolgimento delle Segreterie territoriali si procederà con la richiesta di incontri specifici con le istituzioni locali quali Comune e Provincia di Trieste e la Regione.
RSU Alcatel-Lucent Trieste

Verso l'incontro al Ministero

Si attende con ansia la convocazione al Ministero dello Sviluppo Economico, al quale il Coordinamento Sindacale ALU ha chiesto l'apertura di un tavolo per un confronto con l'Azienda.
Speriamo che l'Azienda porti un tecnico per capire quali sono le strategie che hanno portato alla decisione di cancellare dalla storia ALU un laboratorio ventennale come quello di Bari.
Un laboratorio in cui lavorano 30 persone  con esperienza e capacità che tutti i ragazzi che lì hanno fatto il loro stage hanno apprezzato.
Nei giorni che passano lenti verso il primo incontro al MISE i colleghi delle altre sedi ci chiedono com'è l'umore, cosa si dice "giù a Bari".
E cosa si dovrebbe dire ?
C'è chi ancora non ha dato la notizia in famiglia, così almeno non riversa le proprie ansie e preoccupazioni sui propri familiari.
C'è il monoreddito fortemente preoccupato che spaccherebbe tutto e che si sente uno schifo dopo avere speso venti anni di ottimo lavoro al servizio di chi, ora, gli sta dando il benservito.
C'è il single che non avrà certo nè moglie nè figli da mantenere ma che di certo non potrà, se dovessimo malauguratamente perdere il lavoro, tornare a vivere nella famiglia di origine. Magari ha anche un mutuo sulle spalle.
C'è persino la coppia: compagni nella vita e nel lavoro. C'è differenza tra la loro situazione e quella di un monoreddito? Forse ora che il lavoro lo abbiamo ancora, ma certamente no se dovessimo disgraziatamente perderlo.
Ma per sdrammatizzare a volte ci scappa la battuta. La battaglia sarà lunga: non possiamo e NON DOBBIAMO martellarci gli zebedei in attesa degli eventi.
E per questo si continua a lavorare con l'orecchio attento a percepire quello che viene detto a Vimercate.
Forse, in fondo, siamo sicuri che tutto andrà per il meglio. O forse ci piace crederlo.
E' ancora presto per ogni ipotesi. La strada è lunga ragazzi!
Bob Marley in "Get Up , Stand Up" diceva,:
"Get up, stand up, don't give up the fight"
"Svegliati, alzati, non rinunciare alla lotta"  (guarda qua il video)

venerdì 11 febbraio 2011

Ed ora che si fa ?

Le RSU si attivano per aprire i soliti canali. La segreteria provinciale FIOM-CGIL, la richiesta di un tavolo alla Regione Puglia e magari anche al Comune di Bari.
Abbiamo dei santi in paradiso? Forse no, forse si. Per certo avere un Presidente delle Regione come Nichi Vendola ed al tempo stesso un sindaco del calibro di Michele Emiliano non tutti possono permetterselo.
Ci auguriamo che possano intervenire e mettere tutto il loro carisma in questa brutta storia.
Ma perché i politici?
Non perché per risolvere i problemi dei lavoratori occorra sempre andare a mendicare qualcosa che ti viene concesso in cambio di un voto.
Qui siamo pienamente convinti che l'intervento di Vendola ed Emiliano, o comunque delle Amministrazioni che rappresentano, ci sarà perché da sempre attenti alle problematiche del lavoro, soprattutto in questo territorio.
"La politica deve rimettere al centro della contesa pubblica il mondo del lavoro e la sua dignità."
Sono queste parole di Vendola commentando una manifestazione della FIOM.

mercoledì 9 febbraio 2011

Comunicato stampa delle RSU di ALU Bari dell'8 febbraio 2011

COMUNICATO STAMPA

Come spesso accade in questi ultimi anni le scelte di una multinazionale hanno ripercussioni negative nel nostro paese e ancora una volta al sud, dove siamo in procinto di perdere un altro centro di eccellenza di Ricerca e Sviluppo nella città di Bari.
Il 7 febbraio in Assolombarda a Milano, durante un incontro con il coordinamento nazionale sindacale di Alcatel-Lucent, i responsabili delle risorse umane della stessa azienda hanno presentato un pesante piano di ristrutturazione e redistribuzione delle attività, dichiarando esuberi per 180 persone di cui 30 nel sito di Ricerca e Sviluppo di Bari, cioè l'intero organico, con relativa dismissione del sito stesso.
Verranno buttate via le competenze di 30 ricercatori, ingegneri, informatici, lavoratori con ventennale esperienza nel settore delle TLC, essendo il sito presente sul territorio dal 1987.
Le attività svolte riguardano la progettazione e sviluppo software di sistemi di supervisione di reti, protocolli di trasmissione e software di gestione di apparati di telefonia.
E' questa una ristrutturazione di cui non si comprende il senso e per cui sono state date motivazioni a nostro avviso troppo labili per giustificare una soluzione così drastica.
Le RSU ed i lavoratori tutti della sede di Bari ritengono inaccettabile e sconsiderata questa scelta sia dal punto di vista della strategia industriale, in quanto il centro di ricerca è attivamente impegnato in diversi progetti della multinazionale franco-americana, sia dal punto di vista della ricaduta sulle famiglie e sul territorio. L'Italia ed in particolare il sud e la Regione Puglia rischiano di perdere un importante centro di eccellenza nella Ricerca e Sviluppo di una multinazionale.
Aggiungiamo a questo che attualmente sono in corso diverse attività di collaborazione tra l'Alcatel-Lucent ed il Politecnico di Bari, e la scomparsa di un centro di ricerca come quello in questione dal nostro territorio priverebbe anche il nostro Politecnico di momenti di collaborazione efficaci e proficui per la formazione dei suoi studenti.
L'Alcatel-Lucent è presente in Italia in altri 5 siti: Vimercate, Genova, Rieti, Battipaglia e quello produttivo di Trieste, ormai unica presenza manifatturiera in Italia dopo la dismissione della parte di produzione del sito di Battipaglia avvenuta lo scorso 2010.
Anche l'attività di Trieste sarà soggetta nel 2011 a ridimensionamenti di attività produttive che prenderanno la via della Romania e che avrà l'effetto di ridurre di 150 unità le risorse interinali attualmente occupate in media nello stabilimento triestino.
La notizia della chiusura del sito di Bari è stata un fulmine a ciel sereno per questi 30 lavoratori e si percorreranno tutte le strade possibili affinché questa ristrutturazione non sia la solita ristrutturazione che passa sopra la pelle dei lavoratori stessi.
Pertanto ci attiveremo per ottenere l’intervento di tutte le istituzioni.

Bari, 8 febbraio 2011                                                               RSU Alcatel-Lucent Bari

Comunicato unitario del Coordinamento Sindacale Alcatel-Lucent del 9 febbraio 2011

COMUNICATO SINDACALE ALCATEL LUCENT
Lunedì 9 Febbraio si è tenuto un incontro tra il Coordinamento Sindacale Alcatel Lucent e la Direzione aziendale per proseguire la discussione avviata il 10 dicembre 2010 sulle prospettive industriali, di mercato ed occupazionali.
L’Azienda ha ribadito quanto già detto sull’andamento economico e di mercato di ALU al 3° trimestre del 2010, ha confermato un costante deterioramento dei profitti, un calo delle vendite per la divisione Optics che negli ultimi 3 anni si attesta complessivamente a -35% e la conseguente necessità di dover adattare i propri costi fissi. L’Azienda ha comunicato che nel corso del 2010 ha perso il suo posizionamento di mercato come 1° fornitore di tecnologie ottiche a favore di Huawey.
L’Azienda ha comunicato che vi sarà una nuova organizzazione CM (Central Mediterranean Unit) nella quale verranno aggiunti ai consolidati mercati di riferimento per la vecchia CMC Italia, 5 nuovi mercati: Libia, Tunisia, Marocco, Mauritania e Algeria.
PROSPETTIVE
Operations
L’Azienda sta definendo un’ulteriore ottimizzazione della supply chain (collocazione delle produzioni e dei prodotti fuori e/o all’interno del perimetro ALU). L’Azienda nel confermare il ruolo di SIC (System Integration Center) e di NPI (New Product Introduction) dei prodotti optics WDM per lo stabilimento produttivo ALU Trieste, ha presentato un piano di delocalizzazione di attività verso la Romania (Flextronics) sia di apparati legacy (consolidati) che di nuovi apparati (1830). Questo comporterà un calo consistente del personale somministrato dagli attuali 300 a 150. L’Azienda non ha fornito i tempi di questa operazione ma la necessità di concluderla entro quest’anno. Le attività che resteranno nello stabilimento riguarderanno gli apparati a 100 e 40 Gbit. Sufficienti a garantire continuità al sito triestino?

Optics
E’ in corso una semplificazione del portafoglio prodotti con una tendenza verso prodotti e soluzioni IP. Alcune decisioni sul portafoglio prodotti sono ancora in corso, ma l’Azienda ha confermato la necessità di avviare un’ottimizzazione ed una razionalizzazione degli attuali 21 siti Optics presenti nel mondo con l’obiettivo di essere più efficaci ed efficienti.
L’Azienda ritiene che la “polverizzazione” della R&D In Italia in 6 siti non risponda a questa visione strategica di efficacia e quindi ha deciso di chiudere il sito R&D ALU di Bari (30 persone).
L’Azienda ha affermato che per il 2011 il numero complessivo di “teste” da ridurre nella R&D Optics in Italia sono complessivamente 60: le 30 di Bari realizzate con la chiusura del sito e 30 a Vimercate.
L’Azienda ha anche annunciato la necessità di piano di riduzione del sub-appalto (consulenti, ecc.) del quale però non è stata in grado di dare alcuna informazione precisa (numerica e/o temporale).

Region
L’Azienda ha riconfermato un problema strutturale legato al calo delle vendite che si traduce in un esubero di 80 posizioni. A queste si aggiungeranno tra le 20-40 nuove posizioni presumibilmente nel corso del 3° trimestre di quest’anno per l’implementazione a regime del PROM (Principal Operating Model) nelle attività di order amministration, acquisti e finance, per un totale complessivo di 100-120 posizioni.
L’Azienda ha dichiarato l’inapplicabilità e l’inefficacia degli strumenti previsti dall’accordo sindacale del Novembre 2009 (CIGO e mobilità volontaria) per la gestione strutturale di questo problema.
Infine sulla sede di Vimercate l’Azienda ha dichiarato che non è stata presa ancora alcuna decisione sulle due opzioni aperte (Vimercate o Peschiera Borromeo) in quanto il nuovo Amministratore Delegato di ALU Italia ha chiesto di conoscere personalmente i termini dei contratti e poter prendere successivamente una decisione.

Conclusioni
Fim, Fiom, Uilm unitamente al Coordinamento sindacale ALU denuncia la pesantezza del piano di ristrutturazione che l’Azienda intende attuare nel 2011. Tutto questo senza una presentazione e una discussione sulla visione strategica delle attività di R&D e produttive che ALU intende mantenere nel nostro Paese.
Il Coordinamento Sindacale ribadisce la problematica della riduzione dei costi e dell’efficienza nella region è possibile attraverso l’utilizzo di strumenti non traumatici a partire da un intervento sulla presenza di attività in sub-appalto e di centinaia di consulenti, oltre ad un ricorso dello straordinario e di lavoro durante le chiusure collettive.
Fim, Fiom, Uilm unitamente al Coordinamento sindacale ALU rigettano l’ipotesi aziendale relativa agli esuberi ed esprimono forte preoccupazione sulla riduzione delle attività R&D, è la prima volta che l’Azienda taglia nelle attività di R&D con una decisione gravissima come quella relativa alla chiusura di un sito nel Mezzogiorno d’Italia. Questo rende sempre più evidente un progressivo ridimensionamento della presenza di Alcatel-Lucent nel nostro Paese, ritenuto non più strategico dalla multinazionale franco-americana.
Le Segreterie nazionali Fim, Fiom, Uilm e il Coordinamento sindacale in considerazione di quanto sopra, hanno chiesto, vista la gravità della situazione, un incontro urgente al Ministero dello Sviluppo Economico per una discussione in sede istituzionale di quanto annunciato dall’Azienda. Successivamente verranno definite le assemblee e saranno valutate insieme a tutti lavoratori le conseguenti azioni di mobilitazione necessarie.

FIM, FIOM, UILM NAZIONALI
IL COORDINAMENTO SINDACALE ALU
Roma, 9 febbraio 2011

Comunicato in formato PDF

Cosa è successo il 7 febbraio 2011 ?

Facciamo un passo indietro. Il 10 dicembre 2010 ad un incontro con l'Azienda in Assolombarda a Milano, i responsabili di ALU Italia comunicano alle organizzazioni sindacali che a gennaio comunicheranno le azioni che hanno intenzione di intraprendere per fare quadrare i conti nella divisione Optics di ALU Italia.
Qualcuno di noi comincia a temere che ci chiederanno di trasferirci: a Vimercate ? A Battipaglia, la sede geograficamente più vicina ? Chissà. Nessuno ci pensa veramente.
L'incontro è fissato per il 24 gennaio 2011, poi rinviato a causa di un cambio ai vertici: l'Amministradtore Delegato va via. Cambia azienda. Col senno di poi ci viene da chiederci: starà mica abbandonando la nave ?

Ed ecco la famigerata data: 7 febbraio 2011.

Sempre in Assolombarda, ALU convoca il Coordinamento Sindacale Nazionale e .... dà i numeri, è proprio il caso di dirlo !!!!!
Adducendo come motivazione (se proprio così vogliamo chiamarla) una mancanza di efficienza causata da una eccessiva frammentazione dello sviluppo dei prodotti e dei laboratori, cala giù la mannaia:

OCCORRE RAZIONALIZZARE I SITI E QUINDI BISOGNA DISMETTERE IL LABORATORIO DI BARI.

Ecco, ci siamo!! Il momento che prima o poi tutti attendevano è arrivato! Maledizione! Tutti a Vimercate!
No, un attimo! C'è dell'altro: dismissione del sito e ...

esuberi per 30 persone (tutti i lavoratori di Bari) più altri 30 disgraziati colleghi di R&D Optics di Vimercate.
E non solo! i rappresentanti dell'Azienda proseguono nel macabro conteggio annunciando altri 120 esuberi nella divisione Region, prevalentemente a Vimercate, ed un piano di delocalizzazione verso la Romania delle attività dello stabilimento produttivo di Trieste che vedrà la riduzione degli interinali mediamente impegnati da 300 a 150.

Un'ecatombe! Come direbbe un nostro collega.

Chi siamo ?

Cominciamo col presentarci.
Il nostro laboratorio nasce nel 1987 come laboratorio di R&D Telettra, azienda di TLC del gruppo FIAT.
Nel 1992 Telettra viene acquisita dalla multinazionale francese Alcatel che nel 2006 si fonde con la statunitense Lucent Tecnologies dando origine alla Alcatel-Lucent, uno dei tre colossi occidentali delle TLC insieme ad Ericsson-Marconi e Nokia-Siemens.
Dal 2006 parte quindi un pesante piano di ristrutturazione a livello mondiale ed in Italia.
Così come tutte le altre multinazionali che perseguono la politica del fabless si continuano ad esternalizzare gli stabilimenti produttivi: ultimo in ordine di tempo quello di Battipaglia, ceduto l'anno scorso.
Nel laboratorio di Ricerca & Sviluppo di Bari sono impegnate 30 persone: ingegneri, informatici, tecnici con venti anni di esperienza nelle TLC.

martedì 8 febbraio 2011

Поехали!

Поехали! ( Poehali ! )
Si va! Con queste parole informali, esattamente 50 anni fa, il 12 aprile 1961, Yuri Gagarin iniziava il suo viaggio nello spazio. Un'impresa piena di incognite che, dopo un volo durato 108 minuti e non senza problemi in fase di discesa, lo consegna alla leggenda.
Qui cominciamo anche noi il nostro viaggio, la nostra impresa. Anche noi non sappiamo quali difficoltà incontreremo e quali sorprese ci riserverà la fase di atterraggio.
Ci auguriamo solo che l'esito finale sia altrettanto trionfale quanto quello di Gagarin. Noi ce la metteremo tutta.
Cominciamo quindi a narrare la nostra avventura/disavventura in questo blog attraverso cui terremo aggiornati tutti coloro che avranno la curiosità, la pazienza, la voglia, l'interesse di seguire le nostre vicende.