giovedì 31 marzo 2011

Notizie in rete su di noi

Un articolo che ci riguarda è stato pubblicato online ieri sul Corriere delle Comunicazioni, quotidiano online di ICT, lo stesso su cui, qualche giorno fa, era apparsa una intervista a Gianluca Baini, A.D. Alcatel-Lucent Italia

mercoledì 30 marzo 2011

Solidarietà dagli ex Ericsson Lab

Un messaggio di solidarietà ci arriva dagli ex Ericsson Lab di Roma e ringraziamo di tutto cuore. La loro storia è narrata in questo blog. Il 12 marzo 2008 veniva annunciata la chiusura del sito Ericsson-Marconi di Roma in cui lavoravano 300 dipendenti ad alto profilo professionale. Nel dicembre successivo questi lavoratori venivano alla fine dispersi in tutt'Italia. Le tappe fondamentali della vicenda sono in questo post.
La loro storia è per molti versi simile alla nostra. Leggete ad esempio un estratto dal loro blog.
Ci risiamo, ancora una volta il termine eccellenza risuona nelle nostre orecchie. Quante volte abbiamo sentito il termine "Centro di Eccellenza"? Quanti centri di eccellenza abbiamo visto chiudere, ridimensionare, dimenticare? Per lo più per motivi politici ed economici, mai una volta che venisse detto che un centro di eccellenza non capiva un cacchio!! Almeno uno si mette il cuore in pace! Ma noi siamo umani, imperfetti e perseveriamo. Quante volte ci viene proposto di essere, diventare, rimanere eccellenti per poi sentirci dire dopo poco "ma non siete più strategici". Nella nostra breve esperienza terrena abbiamo ancora vivido il ricordo del nostro centro R&D di Roma, io personalmente ho lavorato almeno in un altro paio di ex centri di eccellenza. Ma noi vogliamo sempre il meglio e quindi ancora eccellenza, motivazione, competenza. Viene in mente, come riflessione, quanta competenza è stata gettata alle ortiche con la chiusura di Roma, quante persone in gamba sono andate via soltanto alzando la mano (ma non a cuor leggero per loro), per non parlare del danno alla motivazione di tutto il personale R&D che, dopo quella esperienza, vive con la consapevolezza di un pensiero: "quando tocca a noi?" Mentre il nostro caro AD dichiara 300 esuberi specificando "solo nella Market Unit", senza aggiungere altro per l'R&D, le sorti di altri siti e di altre persone sono in discussione a Stoccolma."
Basta sostiruire il nome dell'azienda ed i luoghi e tutto sembra così sinistramente analogo. Speriamo che analoga non sia la conclusione.

L'On. Paola Concia (PD)

Con questo post intendiamo ringraziare pubblicamente l'On. Paola Concia (PD) eletta nella circoscrizione della Puglia che, attraverso la sua segreteria, ha risposto al nostro appello contattando le RSU del laboratorio di Bari.
Siamo ben consapevoli che in una situazione come la nostra l'azione di un parlamentare, nonostante il ruolo importante di rappresentante dei cittadini,  non è certo la panacea per tutti i mali. Riteniamo comunque doveroso tenere alta in Parlamento l'attenzione sui problemi che in Italia sono ancora vivi per evitare che il comune cittadino pensi che tutto funzioni e che tutto vada bene, come le televisioni di regime solitamente propongono.
Sono davvero molte le multinazionali che, come la nostra, fanno e disfano laboratori in questo Paese, succhiando risorse pubbliche alla aperture e scaricando per strada competenze e famiglie nel momento delle chiusure. Quindi all'On. Concia abbiamo chiesto se ci fossero i margini per fare una interrogazione parlamentare. L'area di interesse dell'On Concia è quella dei diritti civili e dello sport, non certo quella del lavoro o delle telecomunicazioni ma, attraverso la sua segreteria, ci ha assicurato che vedrà di fare il possibile per  dare seguito alla nostra richiesta. Segnaliamo volentieri il blog dell'On.Concia

martedì 29 marzo 2011

Verbale di riunione al Mise del 8 marzo 2011

Martedì 8 marzo 2011 si è tenuta presso il Ministero dello Sviluppo Economico una riunione riguardante la società Alcatel - Lucent.
Alla riunione presieduta dal Dr. Castano hanno partecipato il Dr. Di Leo (MiSE), il Dr. Genova per la Regione Lombardia, il Dr. Recchia per la Regione Puglia, il Dr. Chiovini, il Dr. Fasce, la Dr.ssa Manili Pessina ed il Dr. Perucconi per Alcatel – Lucent, unitamente alle OO. SS. di categoria nazionali e territoriali FIOM – CGIL, FIM – CISL, UILM – UIL ed alle RSU aziendali.
Il Dr. Castano ha introdotto la riunione invitando l’Azienda, sulla base di quanto richiesto dalle OO.SS. durante la scorsa riunione, ad illustrare il quadro relativo alla divisione Optics della ALU. continua a leggere ...

Verbale di riunione al Mise del 22 febbraio 2011

Il 22 febbraio 2011 si è tenuta presso il Ministero dello Sviluppo Economico una riunione riguardante la società Alcatel - Lucent.
Alla riunione presieduta dal Dr. Castano hanno partecipato il Dr. Di Leo (MiSE), il Dr. Chiovini, la Dr.ssa Manili Pessina ed il Dr. Perucconi per Alcatel – Lucent, unitamente alle OO. SS. di categoria nazionali e territoriali FIOM – CGIL, FIM – CISL, UILM – UIL ed alle RSU aziendali.
Il Dr. Castano ha introdotto la riunione ricordando come con l’incontro odierno si riprenda la discussione relativa alla società Alcatel Lucent. Oggetto dell’incontro sono le strategie generali del gruppo. Il tavolo non può e non deve occuparsi, quindi, di questioni di competenza di altri Dicasteri né tantomeno questioni di natura sindacale. continua a leggere ...

sabato 26 marzo 2011

MiSE 25 marzo: confermata dismissione di Bari

All'incontro al Ministero dello Sviluppo Economico di ieri 25 marzo per le amministrazioni locali erano presenti l'assessore Annabella De  Gennaro del Comune di Bari ed il Dott. Beppe Recchia della task Force Lavoro della Regione Puglia: ringraziamo entrambi per la loro disponibilità e partecipazione.
Per l'azienda era ancora presente, oltre alla Dott.ssa Francesca Manili Pessina HR ALU, al Dott. Angelo Perucconi ed al Dott. Giorgio Chiovini, anche l'ing. Sergio Fasce per fare una presentazione delle strategie tecniche di Alcatel-Lucent. Invece assente il Dott. Castano del Ministero, sostituito dal Dott. Di Leo (presente anche agli incontri precedenti). Per carità, non sappiamo quali impegni di certo importanti abbiano trattenuto il Dott. Castano, ma ci concediamo la libertà di pensare a quanta attenzione venga posta da questo governo alle questioni dei lavoratori.
Come già detto nei post precedenti, non ci soffermiamo sulla descrizione dei piani tecnici di Alcatel-Lucent fatta dall'ing. Fasce: in questo blog parliamo delle ricadute occupazionali e sociali delle scelte di questa azienda.
La Dott.ssa Manili Pessina ha confermato quanto i top manager europei hanno detto ai membri dell' ECID pochi giorni fa: nell'ottica di una strategia cosiddetta a tre C (Coerenza, Collaborazione, Consolidamento) si dovrà giungere entro fine 2013 ad una presenza di Optics in 9 laboratori distribuiti su 7 nazioni, partendo dalla cancellazione delle attività di Optics dai siti di Plano (Texas), Tel Aviv (Israele), Timisoara (Romania) e Bari (Italia).

Il tristo mietitore

Sdrammatizziamo un attimo con la figura del "Tristo Mietitore" un personaggio del file "Il senso della vita" dei comici inglesi Monty Python. Pensate ai vertici dell'azienda come al Tristo Mietitore :)

venerdì 25 marzo 2011

ECID 22/23 marzo 2011: confermati tagli a Bari, Plano e Tel Aviv

Agli inizi di questa settimana si è tenuto a Parigi l'incontro tra la corporate ed il coordinamento sindacale europeo di Alcatel-Lucent. Diciamo subito che, putrtroppo da questo incontro non sono emerse buone notizie per il lavoratori, a qualunque latitudine. L'azienda ha sottolineato la positività dei risultati del 2010 ed in particolare quelli dell'ultimo quarto, ma ha soprattutto sottolineato che continuerà la forsennata politica di abbattimento dei costi. Forsennata perchè come al solito riduzione dei costi =  tagli occupazionali
In questi tagli ci siamo anche noi, lavoratori di Bari, ma ci rattrista anche sapere che non siamo gli unici e che nella nostra situazione ci sono anche lavoratori israeliani, statunitensi, rumeni e persino cinesi.
Ovviamente in questo blog diamo soprattutto spazio alle comunicazioni dell'azienda che riguardano i tagli occupazionali e non i risultati positivi di cui potreste leggere su qualunque sito o giornale finanziario. In particolare focalizziamoci sulla divisione Optics che è quella a cui apparteniamo.
L'azienda ha riepilogato la sitazione attuale: 19 laboratori distribuiti su 9 nazioni e 5 fusi orari. Nell'ottica di una strategia cosiddetta a tre C (Coerenza, Collaborazione, Consolidamento) si dovrà giungere entro fine 2013 ad una presenza di Optics in 9 laboratori distribuiti su 7 nazioni.

giovedì 24 marzo 2011

Ancora una beffa per i lavoratori di Agile ex Eutelia

Riportiamo questo articolo tratto da Rassegna.it, il sito di informazione della CGIL perchè, pur non riguardandoci direttamente ha dell'incredibile. Come ci si possa accanire sulla gente che lotta per difendere il proprio lavoro è incredibile. I lavoratori di Agile sono ormai anni che cercano di aggrapparsi a tutto pur di non vedersi sottrarre ciò che da sempre dà all'uomo dignità: il lavoro. E' questa l'ennesima beffa che si aggiunge alle tante che i poveri lavoratori di Eutelia stanno subendo.

"I lavoratori di Agile/Eutelia hanno subìto un’ennesima ingiustizia. Il Tribunale di Roma ne ha condannati alcuni per il presidio dell’Azienda da loro effettuato durante la fase più dura della lotta aziendale e dopo diversi mesi passati senza ricevere lo stipendio". Lo scrive in una nota Fabrizio Potetti, coordinatore nazionale Fiom-Cgil del gruppo Agile/Eutelia. Leggi tutto ...

mercoledì 23 marzo 2011

Chiude un laboratorio Alcatel-Lucent in Israele

Come evidenziato dal commento al post precedente, poco più di un'ora fa l'azienda ha annunciato anche la chiusura del laboratorio ALU in Israele. La notizia è riportata online da Globe. Come dice l'articolo, già da tempo giravano voci. Più che voci erano certezze: la corporate aveva dichiarato di volere tagliare in Optics in USA, Italia, Israele e Romania. Stando all'articolo si è deciso di non produrre più il prodotto su cui il laboratorio israeliano era impegnato. Se la situazione non fosse tragica, per noi e per loro, verrebbe scherzosamente da dire che quasi quasi li invidiamo: almeno loro conoscono il motivo per cui hanno deciso di farli fuori.
Esprimiamo la nostra solidarietà ai colleghi Israeliani, sperando per noi e per loro in una soluzione che mantenga tutti all'interno del perimetro Alcatel-Lucent.

Intervista a Gianluca Baini

Lo scorso lunedì, sul Corriere delle Comunicazioni un quotidiano online di ICT, è stata pubblicata una intervista a Gianluca Baini, Amministratore Delegato di Alcatel-Lucent Italia.
Non ci soffermiamo sulla parte dell'intervista inerente agli aspetti di mercato e di strategie: tutti i top manager intervistati, ovunque essi appartengano, non possono fare altro che magnificare i progetti e le prospettive delle aziende in cui lavorano, anche per incutere timore alla concorrenza. Leggendo queste interviste, se sono fatte dal top manager della tua azienda, ti sembra di lavorare da qualche altra parte: strategie, nuove metodologie , organizzazione del lavoro. Verrebbe voglia di mettere giù due righe in questo blog sulla "vera" organizzazione aziendale ma si sa, i panni sporchi è meglio lavarli in casa. Se poi un giorno "in casa" non ci saremo più, vi invitiamo a tornare su questo blog per tante amene letture.
Vogliamo invece soffermarci sulla parte in cui vengono poste a Baini domande riguardo investimenti e ristrutturazioni in Italia.

giovedì 17 marzo 2011

17 marzo 2011: 150° anniversario dell'Unità d'Italia

Questa festa "una tantum" oggi vedrà migliaia di iniziative su tutto il territorio nazionale. Ci teniamo a ricordarla anche noi, con due parole.
150 anni sono pochi per una Nazione, come ha detto anche Benigni nel suo intervento al Festival di Sanremo: "una minorenne" :)  Ed è vero. Spesso non ci dimostriamo un Paese maturo. Siamo sempre divisi: Nord contro Sud, Destra contro Sinistra, lavoratori privati contro i lavoratori pubblici. Anche al referendum del 2 giugno 1946 nessuna delle due parti prevalse prepotentemente sull'altra: vinsero i repubblicani per circa 12 milioni di voti contro 10 milioni.

lunedì 14 marzo 2011

Dopo di noi, Genova.

Tranquilli, tranquilli, colleghi liguri. Non si tratta di una fuga di notizie.
Il sondaggio che provocatoriamente campeggia sulla destra della homepage del nostro blog è giunto a scadenza. Dopo 15 giorni è ora chiara l'opinione dei lettori del blog riguardo la prossima sede Alcatel-Lucent in odore di chiusura. Il 42% di chi ha risposto al sondaggio ha indicato Genova; segue Battipaglia col 17% delle preferenze, poi Rieti e Trieste col 14%, quindi Vimercate col 6% e fanalino di coda (buon per loro) Roma col 4%.
Cerchiamo di capire quali ragionamenti hanno seguito i votanti, presumibilmente colleghi ALU, per  indicare  i colleghi di Genova come nostri successori in questo harakiri che ALU Italia sta portando avanti, procedendo con la dismissione dei siti di R&D Optics. Non può essere chiamato altrimenti questo processo, iniziato sotto il nome di “razionalizzazione” ma che invece rivela tutta la sua “irrazionalità”.

venerdì 11 marzo 2011

Comunicato unitario dell'11 marzo 2011

COMUNICATO SINDACALE ALCATEL LUCENT ITALIA
DICHIARAZIONI GRAVI DA PARTE DELL’AZIENDA:
PROCLAMATO LO STATO DI AGITAZIONE

Nei giorni 4 e 8 marzo 2011 si sono tenuti due incontri con la direzione aziendale,rispettivamente in Assolombarda e presso il Ministero dello Sviluppo Economico (MiSE), per proseguire il confronto ulle prospettive industriali ed occupazionali di ALU Italia per il 2011.
L’incontro in Assolombarda è stato dedicato in particolare alla situazione della Region e alla valutazione degli ammortizzatori sociali previsti dall’accordo quadro del Novembre 2009, mentre l’incontro al MiSE aveva per obiettivo un approfondimento della strategia aziendale, con particolare riferimento alla R&D della divisione OPTICS.
L’Azienda ha espresso la volontà di utilizzare la CIGO, andando oltre i limiti posti nell’accordo quadro, ossia superando i 10 giorni lavorativi al mese massimi per ciascun lavoratore ed affermando l’impossibilità di applicare un minimo di rotazione tra i lavoratori, come invece è avvenuto l’anno scorso. La CIGO sarebbe utilizzata, come nel 2010, nella Region e nelle strutture destinate al presidio del mercato locale.
Relativamente alla mobilità, l’azienda si è dichiarata disponibile ad un utilizzo in continuità con le modalità degli anni precedenti, cioè volontaria e incentivata. Il numero di persone aventi i requisiti per raggiungere la pensione nel periodo di mobilità è però assolutamente esiguo.
Nell’incontro al ministero l’azienda ha confermato i punti di forza e di debolezza di Optics rispetto alla concorrenza: leader nell’innovazione di prodotto, da migliorare nel “time to market”, male su costo del prodotto e profittabilità.
L’azienda avrebbe quindi deciso di cambiare la metodologia di lavoro in tutta la Ricerca e Sviluppo di Optics e anche nelle altre divisioni del gruppo Networks, attraverso l’introduzione del modello “Agile”, allo scopo di reagire più prontamente alle richieste dei clienti, ma questo sarebbe in contrasto con la frammentazione della R&D (21 siti in 11 paesi per Optics, 95 siti complessivi di R&D per il gruppo Networks), e con i troppi livelli di management.
Questo avrebbe quindi portato alla decisione aziendale di chiudere il laboratorio di Bari, ma è evidente che si aprono grandissime incognite anche sulle altre sedi.

mercoledì 9 marzo 2011

Il Comune di Bari

Oggi 9 marzo siamo stati ricevuti dal Comune di Bari nelle persone di Annabella De Gennaro, assessore alle Politiche del Lavoro e Giovanni Giannini, assessore al Bilancio. Un incontro fruttuoso che ha visto l'amministrazione locale attenta a recepire le nostre istanze, non solo per  i risvolti sociali della chiusura di un laboratorio in cui lavorano 30 persone, ma anche perchè è chiaro anche ai nostri amministratori che verrebbe a mancare un centro di eccellenza nella Ricerca & Sviluppo che è anche una fucina per i giovani lneolaureati del locale Politecnico.
Probabilmente il prossimo 25 marzo avremo anche una rappresentanza del Comune di Bari a supportarci nell'incontro al MiSE, così come nello scorso incontro dell'8 marzo la Regione Puglia era presente con un suo funzionario. E' davvero importante avere aministrazioni locali attente alle problematiche del mondo del lavoro e disponibli ad appoggiare i lavoratori nei momenti importanti, a prescindere dagli esiti delle loro lotte.
Durante l'incontro, una delegazione dei lavoratori, in pausa mensa, avevano approntato un sit-in davanti agli uffici comunali.

Secondo incontro al MiSE, ovvero come arrampicarsi sugli specchi.

Nel secondo incontro al Ministero per lo Sviluppo Economico tenutosi l'8 marzo, l'Azienda era presente, oltre che con i responsabili delle risorse umane, con uno dei top manager tecnici: l'ing. Sergio Fasce VicePresident Optics. E' toccato a lui illustrare quello che, con molta fantasia, potremmo definire il piano industriale di Alcatel-Lucent. Si, ci vuole molta fantasia a definire piano industriale ciò che è stata l'esposizione di quello che sarà il modello organizzativo di Optics nel mondo e in Italia. E' sicuramente rimasto deluso qualche nostalgico che forse si aspettava che al MiSE l'Azienda si presentasse con un bel piano quinquennale, i piatiletka dei paesi socialisti con i quali si stabiliva in dettaglio cosa produrre nel quinquennio successivo. La nostalgia magari dovremmo averla proprio per una pianificazione a medio/lungo periodo che oramai, non solo in ALU ma in tante multinazionali, non esiste più poichè si naviga a vista (o spesso alla cieca), alla rincorsa affannosa del competitor di turno spesso cinese, con il quale la battaglia è persa in partenza se la si porta sul piano dei costi anzichè su quello della qualità del prodotto.
Ma non divaghiamo. Dicevamo del piano industriale ALU.

martedì 8 marzo 2011

Uguaglianza tra donne e uomini: ancora molto da fare

Pubblichiamo volentieri il communicato dell'ECID, il Coordinamento Sindacale Alcatel-Lucent europeo, sulla giornata della donna.



Uguaglianza tra donne e uomini: ancora molto da fare

L'8 marzo 1911, un milione di donne in molti paesi europei hanno celebrato la prima giornata internazionale della donna ed hanno manifestato per uguali diritti sociali, politici ed economici.

Un secolo dopo, anche se questo obiettivo è stato raggiunto in alcuni campi, la discriminazione di genere è ancora presente nel mondo del lavoro, con: bassi stipendi, minori prospettive di carriera e condizioni di lavoro più difficili per le donne. In Alcatel-Lucent, la situazione delle donne non è probabilmente ne migliore, ne peggiore di altre aziende simili.

  • Le donne rappresentano soltanto il 21% della mano d'opera di Alcatel-Lucent in Europa. Ci sono piccole differenze presso alcuni paesi: dal 15% nel Benelux ed in Germania, al 26% in Francia.
  • Le donne solitamente occupano lavori meno qualificati degli uomini. Il 37% degli impiegati amministrativi sono donne, ma soltanto il 19% dei responsabili!
  • Non vi è uno studio esauriente sugli stipendi in Europa. Alcune statistiche parziali indicano che ci sono poche o nessuna differenza salariale nelle mansioni a bassa qualifica, ma che la forbice aumenta quando le donne salgono la scala gerarchica.
  • All’ HQ dell'azienda, la differenza è evidente. Il sig. Verwaayen, ha 17 collaboratori diretti: 15 uomini, 2 donne. Per il sig. Hernandez, presidente della regione di EMEA: 14 uomini, una donna.

Si riconosce che ci è stato un progresso verso le pari opportunità nella nostra azienda, ma questo progresso è ripartito in modo non omogeneo. In alcuni paesi, i rappresentanti dei lavoratori segnalano che la differenza di genere non è più un problema. In altri paesi come la Francia e la Spagna, accordi sono stati firmati fra la direzione aziendale ed i sindacati con lo scopo di misurare ed eliminare gradualmente il divario. Statistiche parziali esistono nel Belgio, in Germania ed in Italia.

Nel 2010, più di 2000 lavoratrici e lavoratori europei di Alcatel-Lucent hanno firmato una petizione verso la direzione chiedendo più trasparenza sulla distribuzione dei bonus in azienda, in modo particolare tra uomini e donne. Questa petizione è stata sostenuta da 19 sindacati in 12 paesi. Le nostre richieste, quest’anno, sono ancora le stesse.


  • Trattative al livello aziendale più alto possibile per garantire prospettive di carriera simili agli uomini ed alle donne. Le migliori pratiche nazionali dovrebbero essere estendere a tutti.
  • Comitati specifici per seguire la questione attraverso indicatori che misurino come le differenze di genere trattate si siano gradualmente sradicate.
  • Il rispetto dei diritti di ogni persona.
  • Completa implementazione di: direttive internazionali sulla regolamentazione del lavoro, direttive europee sull’ occupazione e sull’uguaglianza nei luoghi di lavoro, leggi nazionali sull’ uguaglianza professionale fra gli uomini e le donne.

8 Marzo 2011: La giornata internazionale della donna compie 100 anni

Oggi si celebrano i 100 anni della giornata internazionale della donna.
La Giornata internazionale della donna è nata e rimane sotto il segno della solidarietà e della combattività delle donne di tutto il mondo,per il riconoscimento dei loro diritti fondamentali, senza differenze di cittadinanza, etniche, religiose, linguistiche, culturali, economiche e politiche
La Giornata internazionale della donna fu celebrata per la prima volta nel 1911. Inizialmente veniva festeggiata in date diverse, e solo nel 1922 fu scelta la data dell’8 marzo.
Questo perché l’8 marzo 1908, 103 anni fa, le operaie newyorchesi dell’industria tessile decisero che ne avevano abbastanza. Quel giorno, decisero di reagire: per sé stesse e per tutte le donne del mondo. Entrarono in sciopero per ottenere una giornata lavorativa di 8 ore, migliori condizioni di lavoro e il diritto di voto per le donne. Un secolo dopo, celebriamo ancora questa giornata dalla quale deriva la data dell’8 marzo.
Molto c’è ancora da fare nella società civile, per l’emancipazione delle donne e per la difesa dei loro diritti e della loro dignità.
La grandissima mobilitazione del 13 febbraio delle donne italiane “se non ora…quando” ha dimostrato la loro grande dignità, forza morale e determinazione. Hanno manifestato in tutte le piazze d’Italia, al di là delle appartenenze politiche, religiose, culturali ed economiche contro un’immagine della donna relegata ad un ruolo di puro ornamento estetico e oggetto di mercato, rivendicando il loro diritto ad essere soggetti capaci e validi nella società.
Ma molto c’è ancora da fare anche nel mondo del lavoro per pari opportunità , uguaglianza professionale e salariale tra uomini e donne e per politiche contrattuali e legislative che concilino i tempi di vita ed i tempi di lavoro.
Nel messaggio allegato, anche il comitato aziendale europeo di Alcatel Lucent, in occasione di questa giornata, vuole rinnovare il suo impegno e la sua azione su questi temi per tutte le lavoratrici e di lavoratori di Alcatel Lucent in tutti i paesi europei.

Le RSU Alcatel Lucent Vimercate

lunedì 7 marzo 2011

Ringraziamenti

Ringraziamo Radio Made In Italy e Radio Puglia di Bari che, rispettivamente nelle persone di Antonio Curci e Luca Catalano, hanno dato voce alla nostra lotta durante le loro trasmissioni radiofoniche.

domenica 6 marzo 2011

Dedicato a chi ci considera numeri

Guarda il video creato sul brano "Numbers" dei Kraftwerk.

sabato 5 marzo 2011

Marcia per il lavoro CGIL a Bari (II)

C'eravamo anche noi. Ci è anche stato chiesto di fare un intervento dal palco, ed abbiamo ancora una volta dato visibilità al nostro problema. Ed i cinesi erano anche là :D





Marcia per il lavoro CGIL a Bari

Un lavoro dignitoso e un futuro per i giovani, il diritto allo studio, alla formazione e al sapere, una politica di aiuto alle famiglie più colpite dalla crisi e che si trovano in condizioni di povertà, un welfare che tuteli la protezione sociale dei cittadini, un nuovo patto di stabilità interno che favorisca gli investimenti degli enti locali. Per promuovere questo e molto altro, la Cgil si è data stamattina, 5 marzo, a Parco Punta Perotti a Bari per la Marcia per il Lavoro, un’iniziativa che fa parte del calendario degli appuntamenti del sindacato in tutta Italia che si concluderanno con lo sciopero generale organizzato per il 6 maggio. L’obiettivo è spingere il Governo centrale a mettere in atto azioni concrete per produrre occupazione stabile, l’unica in grado di permettere una ripresa economica.

venerdì 4 marzo 2011

Incontro in Assolombarda del 4 marzo 2011

L'incontro tenutosi oggi in Assolombarda tra le OO.SS. e i rappresentanti di Alcatel-Lucent è stato un incontro volto a verificare la possibilità dell'uso degli strumenti da potere mettere in campo per gestire la riduzione costi e gli esuberi dichiarati dall'Azienda. Ancora una volta è stato dichiarato alle OO.SS. che la CIGO, così come applicata nel 2010 per la Region non ha prodotto la riduzione costi sperata e che quindi andava rivisto il modo di applicarla. L'Azienda  considera troppo vincolante il limite di 2 settimane/mese max. per persona e la rotazione, mentre le OO.SS. sostengono che una diversa applicazione dela CIGO risulterebbe troppo pesante per il lavoratore interessato. L'accordo del 2009 sarà il punto di partenza di una successiva discussione sugli strumenti, cercando un punto di incontro tra la necessità di ALU di ridurre i costi e la volontà delle OO.SS. di tutelare il reddito dei lavoratori colpiti dalla CIGO.
L'Azienda ha per ora escluso la possibilità di ricorrere al Contratto di Solidarietà perchè presenta troppi vincoli anche se, secondo le OO.SS: esiste la possibilità di una consultazione almeno tecnica per verificare la possibilità di conciliare le necessità di ALU con l'utilizzo di tale strumento. I rappresentanti dell'Azienda hanno inoltre rinviato all'appuntamento di martedì 8 marzo p.v. al MiSE ogni discussione sugli esuberi di R&D.
Nessuna novità quindi, come ampiamente previsto.
Un veloce commento, al di fuori del "sindacalese": L'Azienda vuole avere mano libera nel mettere fuori la gente, sia a Vimercate che altrove. Insiste con i low performers e insiste sul fatto che, diversamente dall'idea che ha il sindacato, i lavoratori non sono tutti uguali. Cercheremo di non fare passare questa linea.
Spesso non è per colpa propria se un singolo lavoratore è sfaccendato, ma è per colpa di una sbagliata organizzazione del lavoro e lper colpa della difesa delle poltrone all'interno dell'Azienda.

Intanto domani, tutti a Parco Perotti a Bari per la marcia per difendere il lavoro , indetta dalla CGIL.

giovedì 3 marzo 2011

Sarà mai questo il segreto? Alcatel-Lucent passa in mano ai cinesi?

Leggendo quà e là nella rete uno di noi ha trovato una bella notiziuola curiosa che forse racchiude in sè le risposte che non riusciamo a darci. Sedetevi, tenetevi forte e leggete su Finance Yahoo dove c'è anche il no comment (leggi qui) dell'Alcatel-Lucent, oppure leggi qui su La Stampa economia
La notizia è riportata anche su siti americani come questo oppure qui o ancora qui
Non avete letto? Siete pigri? Lo riassumiamo in due righe:
il titolo Alcatel-Lucent è salito in borsa di circa l'11% a causa di rumors su una potenziale offerta di acquisizione da parte di una azienda chinese.
Quindi la riduzione dei laboratori di R&D Optics nel mondo non è frutto della ottimizzazione e della razionalizzazione della ricerca? Si tratta allora di un alleggerimento di forza lavoro per agevolare l'acquirente? Non essendo finora date giustificazioni sensate a queste dismissioni in atto, questi rumor direi che sono piuttosto ... assordanti. Non trovate? E chiarisce anche l'aver specificato che la nostra dismissione è "il primo passo"
ALU non commenta, Huawey dice di non essere interessata, ZTE non commenta: due più due faranno mica quattro? Dopo i canadesi avremo un management cinese?

Attivo regionale FIOM-CGIL con Maurizio Landini

Presso la Cittadella della Cultura a Bari, si è svolto un attivo regionale FIOM-CGIL sul tema: “Lavoro, Contratto, Democrazia” che ha visto la partecipazione del Segretario Generale di categoria Maurizio Landini.
C'è stata la possibilità per le nostre RSU di fare un intervento, come in occasione di un altro attivo CGIL tenutosi il 15 febbraio u.s. sul tema “la Puglia che non si rassegna. Per il lavoro e la crescita – contrattazione territoriale e democrazia nei luoghi di lavoro” che vide a Bari il Segretario Generale CGIL Susanna Camusso.
Con tali interventi abbiamo cercato di dare visibilità alla nostra vicenda. Non è difficile calare ed identificare la nostra storia in quella delle battaglie che la FIOM sta portando avanti in questo periodo storico, in cui si sta attaccando il mondo del lavoro cercando di minare e cancellare tutti quei diritti che sono stati conquistati dalle generazioni che ci hanno preceduto.
L'intervento conclusivo di Landini ha trovato terreno fertile su tutti gli interventi delle RSU intervenute ai lavori, ricostruendo organicamente le problematiche sollevate.
Landini ha sottolineato la subalternità culturale del nostro governo rispetto alle posizioni di Confindustria e di Marchionne. Purtroppo non c'è più la rappresentatività politica degli interessi dei lavoratori ed è la sola CGIL che riesce ancora a tutelarli. Il nostro paese, continua Landini, vive in una totale assenza di una qualsivoglia politica industriale e sono i lavoratori a pagarne le conseguenze. Non si può uscire dalla crisi chiedendo alla gente di aumentare i propri consumi: occorre lanciare una seria politica industriale ed un intervento pubblico. In Italia si sono dati incentivi all'istallazione di pannelli fotovoltaici: ma questi pannelli dove vengono costruiti? In Germania, ovviamente, dove ci sono 300.000 persone che lavorano nel settore delle energie rinnovabili. Nel 2001, in Germania sono stati dati incentivi alle imprese per avviare investimenti e adesso quelle imprese stanno raccogliendo i risultati. Ecco quale è la differenza tra il nostro Paese ed i garndi paesi europei.
Investire sulla banda larga, dice ancora Landini, significherebbe rilanciare anche la competitività delle imprese, poiché si andrebbero a migliorare le infrastrutture. Ed invece qui in Italia assistiamo ai tagli delle multinazionali ed anche in Sirti che dovrebbe essere in prima linea in per questo tipo di investimenti.
La competizione non passa per le deroghe al contratto, una competitività basata sulla compressione dei diritti e dei costi non regge ma va fatta sulla qualità dei prodotti e della ricerca.
Se la vicenda FIAT ha riportato al centro dell'attenzione il mondo del lavoro è perché i lavoratori sotto ricatto non hanno accettato di rinunciare ai loro diritti.

mercoledì 2 marzo 2011

Primo incontro alla Regione Puglia: 02 marzo 2011

Oggi 2 marzo alle ore 11 si è tenuto il primo incontro con la Regione Puglia presso la sala riunioni dell'Area Politiche per lo Sviluppo, il Lavoro e l'Innovazione.
Erano presenti, tra gli altri, il Direttore di Area Dott. Davide Pellegrino, il Dott. Rocco Santochirico, Leo Caroli della CGIL Puglia, il Prof. F.Pirro docente universitario e componente del Comitato regionale per il monitoraggio del sistema economico pugliese e delle aree di crisi, e le RSU FIOM-CGIL di Alcatel-Lucent Bari supportate dal loro segretario provinciale A.Pepe.
Si è messa dettagliatamente al corrente la task force lavoro della Regione Puglia della volontà annunciata da Alcatel-Lucent di dismettere il laboratorio di R&D Optics di Bari e di quanto questa dismissione possa avere ripercussioni anche sul rapporto di proficua collaborazione con il locale Politecnico.
Dopo avere raccolto tutte le informazioni utili, anche relativamente a progetti attualmente finanziati e che vedono occupati i lavoratori di Bari, la Regione ha garantito un interessamento diretto, chiedendo di potere essere presente al prossimo incontro al Ministero dello Sviluppo Economico previsto per l'8 marzo p.v. Tale richiesta di partecipazione verrà opportunamente inoltrata al MiSE.
Da indiscrezioni sembrerebbe che, in un contatto avuto con l'Azienda, sia stato riferito che a Bari si stia lavorando su progetti in obsolescenza. Ciò è stato con decisione smentito dalle RSU presenti: è invece vero che a Bari stiamo tuttora lavorando su progetti fondamentali per il futuro dell'ALU, come è sempre stato anche nel passato, e sfidiamo chiunque a dimostrare il contrario.


Per tutta la durata dell'incontro tutti i lavoratori della sede, in sciopero, erano presenti con un presidio ed un volantinaggio.


martedì 1 marzo 2011

Ai drop out (di Don Tonino Bello)

Forse il nostro stato d'animo ci porta ad esagerare, ma dopo venti anni di lavoro, essere chiamati "semplici numeri", non è gradevole. Non siamo geni, non siamo migliori di altri colleghi, non chiediamo di non essere buttati via perchè siamo delle menti eccezionali che sarebbe folle farsi scappar via. Chiediamo solo di continuare a dare il nostro contributo ad una Azienda che da noi ha avuto tanto. Si sente spesso dire che bisogna lavorare, zitti e mosca, perché il padrone ti paga lo stipendio e ti da da mangiare. Siamo sicuri di questa cosa? O piuttosto non è il piccolo contributo dei lavoratori, quello degli operai e degli impiegati di ogni azienda che permette ai manager ed al padrone in genere di continuare ad andare avanti?
E così uno di noi ha ritrovato questa bella lettera che il grande Don Tonino Bello aveva dedicato agli emarginati, a coloro che per un motivo o per l'altro erano ai margini della società: quelle persone per le quali lui lavorava, anche se a volte lo portavano a scontrarsi con le gerarchie ecclesiastiche. Fortunatamente non siamo ancora barboni o reietti della società, ma ci sentiamo un po' tutti dei "drop out"

Ai drop out
La pietra scartata dai costruttori
è divenuta testata d'angolo.
(At.4,11)
Carissimi,
l’unica speranza che qualcuno legga questa lettera è affidata a quell’espressione esotica: drop out.
Essendo stata, infatti, coniata da poco, è molto facile che chiunque non ne conosca il significato dica: “forse il vescovo si rivolge a me”, e si metta a scorrere le prime righe. Quando poi si accorge che lui non appartiene alla categoria dei destinatari, è ormai troppo tardi perché non vada fino in fondo, incuriosito per quello che ho scritto.
Ed è proprio ciò che voglio.
In questo modo, visto che voi drop out non prenderete mai in mano questo messaggio, può capitare che almeno qualche altro ve ne riferisca il contenuto.
Sì, perché drop out significa letteralmente “caduti fuori”.
Immaginate un carretto siciliano, stracolmo di arance, e tirato da un asino che arranca su per una salita. A ogni strattone, alcune arance ruzzolano per terra, e rotolando vanno a finire ai bordi della strada senza che nessuno le raccolga. I ragazzi si divertiranno a prenderle a calci, finché non saranno sfracellate sul marciapiede.
Ecco: drop out è una variabile linguistica del termine “emarginati”. Indica, insomma, il campionario assortito di coloro che, essendo ruzzolati giù per colpa loro o per cattiveria altrui, non sono più presi in considerazione da nessuno. Vanno così a ingrossare quel deposito di subumanità, contro cui il tirar calci finché non si sfracella, se non proprio un gesto legittimato dal sistema, può apparire una esercitazione iniqua solo per quel tratto che separa l’indifferenza dalla ferocia.
Cari drop out, la società, essendosi accorta di non avervi dato molta attenzione, vi ha dato almeno un vocabolo nuovo.
È già qualcosa, non vi pare?
È sempre meglio della parola “respinto”, che un tempo, nuda e cruda, si usava a scuola per indicare le arance cadute nel canalone, mentre il carretto con le altre arance proseguiva per conto suo. Diciamocelo con franchezza: “respinto” era una parola crudele, anche se poi l’arancia caduta dal primo carretto poteva essere raccolta da quello successivo.
Drop out, invece, è meglio. Almeno apparentemente.
Perché, a prima vista, questa misteriosa modulazione straniera sembra un marchio pregiato, una promessa di garanzia, un’allusione a fior di conio. Ma, in effetti, è una parola disperata. Una punzonatura per le disfatte irreversibili. Un’oscura sigla da scacco matto. Una sentenza
di fallimento passata in giudicato. Una condanna a morte, senza appello, da scontare vivendo.
Drop out sei tu, Luigi, che forse dal carretto sei scivolato senza eccessiva colpa degli altri, per quel gusto morboso di sentirti vittima. Tant’é che hai rifiutato anche tutti i carretti di emergenza. Ora dormi alla stazione, vai accattando qualcosa per mangiare, e, quando ti lavi un fazzoletto sotto la fontana pubblica, ti guardi attorno come se fossi un ladro.
Drop out sei tu, Marcello, che non ne vuoi sapere di rientrare nel sistema, chi sa per quale maledetto sortilegio o per quale nostalgico sussulto di stimoli anarchici sepolti dentro di te. Vai come un randagio e non ti lasci inquadrare neppure dalla superstite pietà della gente. Al Centro di igiene mentale ti hanno ormai scaricato, anche perché, se non fosse per quella puzza di vino e di sudore che ti porti appresso, non dai fastidio a nessuno.
Drop out non siete soltanto voi, barboni che rovistate nei contenitori della spazzatura, e mangiate minestre rapprese da giorni nelle scodelle che sanno di tanfo, e dormite sotto i ponti delle grandi città avviluppati nei cartoni. Forse oggi non fate più senso, perché, irriducibili alla nostra norma, siete divenuti protagonisti di una letteratura oleografica, dalla quale non si può decifrare bene se la società è indifferente verso di voi più di quanto non siate voi verso di essa.
Drop out siete anche voi, stranieri alla deriva. Minori che convivete con la violenza. Adolescenti scaricati anche dalle nostre chiese perché siete pericolosi agli altri. Fratelli lupini che fate la spola tra carceri e libertà. Esseri allo sbando che vi aggirate tra ospedali psichiatrici e strada. Persone respinte
dal banchetto della vita che non ne fate più un problema se la gente vi rifiuta perfino le briciole. Figure selvatiche che riassumete nel più agghiacciante isolamento la tragedia di tutti gli emarginati.
Per voi ho scritto questa lettera, che certamente non leggerete.
Ma spero tanto che qualcuno ve ne racconti il messaggio. E vi dica che un altro prima di voi, Gesù di Nazaret, è stato considerato “pietra di scarto” anche lui dai costruttori.
Drop out, come voi.
Quella pietra, però, Dio l’ha scelta come testata d’angolo. Quasi per ammonirci che per lui non ci sono arance cadute dal carretto che egli non raccolga nella sua bisaccia di Padre. Che non esistono scorie pericolose che egli non faccia sbarcare sulle sponde del Regno. E che, da quando il suo Figlio Gesù è stato confitto sulla croce nell’amarezza della emarginazione più nera, anche gli scarti residuali dell’umanità per lui sono diventati... polvere di stelle!

Vostro don Tonino

Da qua se ne vanno tutti ...

Oggi esce il nuovo album di Caparezza, nostro conterraneo, musicista dai testi sempre attenti a ciò che accade nel mondo che lo circonda ed alla sua (e nostra) terra. Il brano che già da qualche giorno sentiamo nelle radio si chiama Goodbye Malinconia.
Non è una marchetta: Caparezza non ci paga.
Prendetela come ... una promozione del territorio, date un'occhiata al video ed anche una al testo riportato qui.

Goodbye Malinconiaa malinconia, tutti nell’angolo tutti che piangono,
toccano il fondo come l’andrea doria
chi lavora non tiene dimora, tutti in mutande, non quelle di borat
la gente è sola, beve poi soffoca come john bohnam
la giunta è sorda più di beethoven quando compone la “nona”
e pensare che per Dante questo era il “bel paese là dove ‘l si sona”
per pagare le spese bastava un diploma, non fare la star o l’icona
né buttarsi in politica con i curricula presi da staller ilona
nemmeno il caffè sa più di caffè, ma sa di caffè di sindona

e poi se ne vanno tutti da qua se ne vanno tutti
non te ne accorgi ma da qua se ne vanno tutti
goodbye malinconia
come ti sei ridotta in questo stato?
goodbye malinconia
dimmi chi ti ha ridotta in questo stato
goodbye malinconia
come ti sei ridotta in questo stato?
goodbye malinconia
dimmi chi ti ha ridotta in questo stato d’animo

cervelli in fuga, capitali in fuga, migranti in fuga dal bagnasciuga
è malinconia, terra di santi subito e sanguisuga
il paese del sole in pratica oggi paese dei raggi uva
non è l’impressione, la situazione è più grave di un basso tuba
e chi vuole rimanere ma come fa, ha le mani legate come andromeda,
qua ogni rapporto si complica come quello di washington con teheran,
si peggiora con l’età, ti viene il broncio da gary coleman
metti nella valigia la collera e scappa da malinconia

tanto se ne vanno tutti
goodbye malinconia
maybe tomorrow i hope we find tomorrow
goodbye malinconia
hope did we get here, how did it get this far
goodbye malinconia
we had it all, fools we let it slip away

every step was out of place
and in this world we fell from grace,
looking back we lost our way,
an innocent time we all betrayed
and in time can we all learn,
not to crawl away and burn
stand up and don’t fall down
be a king for a day,
in man we all pray