giovedì 17 marzo 2011

17 marzo 2011: 150° anniversario dell'Unità d'Italia

Questa festa "una tantum" oggi vedrà migliaia di iniziative su tutto il territorio nazionale. Ci teniamo a ricordarla anche noi, con due parole.
150 anni sono pochi per una Nazione, come ha detto anche Benigni nel suo intervento al Festival di Sanremo: "una minorenne" :)  Ed è vero. Spesso non ci dimostriamo un Paese maturo. Siamo sempre divisi: Nord contro Sud, Destra contro Sinistra, lavoratori privati contro i lavoratori pubblici. Anche al referendum del 2 giugno 1946 nessuna delle due parti prevalse prepotentemente sull'altra: vinsero i repubblicani per circa 12 milioni di voti contro 10 milioni.
Ed anche questa celebrazione è nata male: appena stabilita la data, qualche mente eccelsa si è accorta che la ricorrenza capitava di giovedì e così tutti i lavoratori ne avrebbero approfittato per fare un bel ponte vacanziero. Il Paese tutto avrebbe visto bloccato il suo sviluppo. Sarebbe curioso vedere quanta gente è in viaggio oggi per un ponte vacanziero: le scuole e gli uffici pubblici sono chiusi solo oggi. Tre milioni per gli organizzatori, trecentomila per la questura. Rimangono i lavoratori privati. Certo: i lavoratori di aziende come la nostra dove il ponte è stato fortemente richiesto dall'Azienda nel momento in cui lè stato pianificato il calendario feri per il 2011 con le OO.SS. Allora, cara Marcegaglia (e chi la pensa come lei), di cosa parliamo? A chi veramente questo eventuale ponte vacanziero dà tanto fastidio? Non solo: alla fine ne hanno comunque fatto le spese i lavoratori perchè la ricorrenza odierna prende il posto della festività soppressa del 4 novembre e quindi non ci sarà nessun aggravio per le aziende. Saranno solo i lavoratori a vedere a busta paga di novembre più leggera. Questa ricorrenza avrebbe dovuto avere uno spirito ben più intenso, in questo momento delicato che attraversa il nostro Paese, ma chi ne regge le redini ha ben altri interessi. Tutto il polverone sollevato su questa ricorrenza è l'ennesima trovata propagandistica, che trova la sponda in chi dell'unità di questo povero Paese non interessa nulla.
Un Paese che tengono in piedi soprattutto le associazioni di volontariato, gli onesti lavoratori, chi si da da fare per essere parte attiva nella vita sociale, per quelle che sono le sue capacità.
L'unità di questo Paese c'è: è il tessuto che gli ha permesso di sopravvivere in questi  primi 150 anni e nei prossimi a venire. Celebriamo questa ricorrenza, senza retorica, ma con la ferma volontà di ricominciare a lavorare seriamente per l'Italia.
Un commento più autorevole, partendo dallo stesso punto di vista potete leggerlo qui, nel sito Altrenotizie


1 commento:

  1. Il ministro Tremonti resta "turbato" dal tentativo da parte di una azienda francese di "annettersi" la Parmalat e parla di necessità di tutele delle aziende italiane.
    Il ministro Tremonti (ed i nostri governi tutti) è in ritardo di 30 anni.......

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