giovedì 3 marzo 2011

Attivo regionale FIOM-CGIL con Maurizio Landini

Presso la Cittadella della Cultura a Bari, si è svolto un attivo regionale FIOM-CGIL sul tema: “Lavoro, Contratto, Democrazia” che ha visto la partecipazione del Segretario Generale di categoria Maurizio Landini.
C'è stata la possibilità per le nostre RSU di fare un intervento, come in occasione di un altro attivo CGIL tenutosi il 15 febbraio u.s. sul tema “la Puglia che non si rassegna. Per il lavoro e la crescita – contrattazione territoriale e democrazia nei luoghi di lavoro” che vide a Bari il Segretario Generale CGIL Susanna Camusso.
Con tali interventi abbiamo cercato di dare visibilità alla nostra vicenda. Non è difficile calare ed identificare la nostra storia in quella delle battaglie che la FIOM sta portando avanti in questo periodo storico, in cui si sta attaccando il mondo del lavoro cercando di minare e cancellare tutti quei diritti che sono stati conquistati dalle generazioni che ci hanno preceduto.
L'intervento conclusivo di Landini ha trovato terreno fertile su tutti gli interventi delle RSU intervenute ai lavori, ricostruendo organicamente le problematiche sollevate.
Landini ha sottolineato la subalternità culturale del nostro governo rispetto alle posizioni di Confindustria e di Marchionne. Purtroppo non c'è più la rappresentatività politica degli interessi dei lavoratori ed è la sola CGIL che riesce ancora a tutelarli. Il nostro paese, continua Landini, vive in una totale assenza di una qualsivoglia politica industriale e sono i lavoratori a pagarne le conseguenze. Non si può uscire dalla crisi chiedendo alla gente di aumentare i propri consumi: occorre lanciare una seria politica industriale ed un intervento pubblico. In Italia si sono dati incentivi all'istallazione di pannelli fotovoltaici: ma questi pannelli dove vengono costruiti? In Germania, ovviamente, dove ci sono 300.000 persone che lavorano nel settore delle energie rinnovabili. Nel 2001, in Germania sono stati dati incentivi alle imprese per avviare investimenti e adesso quelle imprese stanno raccogliendo i risultati. Ecco quale è la differenza tra il nostro Paese ed i garndi paesi europei.
Investire sulla banda larga, dice ancora Landini, significherebbe rilanciare anche la competitività delle imprese, poiché si andrebbero a migliorare le infrastrutture. Ed invece qui in Italia assistiamo ai tagli delle multinazionali ed anche in Sirti che dovrebbe essere in prima linea in per questo tipo di investimenti.
La competizione non passa per le deroghe al contratto, una competitività basata sulla compressione dei diritti e dei costi non regge ma va fatta sulla qualità dei prodotti e della ricerca.
Se la vicenda FIAT ha riportato al centro dell'attenzione il mondo del lavoro è perché i lavoratori sotto ricatto non hanno accettato di rinunciare ai loro diritti.

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