venerdì 11 marzo 2011

Comunicato unitario dell'11 marzo 2011

COMUNICATO SINDACALE ALCATEL LUCENT ITALIA
DICHIARAZIONI GRAVI DA PARTE DELL’AZIENDA:
PROCLAMATO LO STATO DI AGITAZIONE

Nei giorni 4 e 8 marzo 2011 si sono tenuti due incontri con la direzione aziendale,rispettivamente in Assolombarda e presso il Ministero dello Sviluppo Economico (MiSE), per proseguire il confronto ulle prospettive industriali ed occupazionali di ALU Italia per il 2011.
L’incontro in Assolombarda è stato dedicato in particolare alla situazione della Region e alla valutazione degli ammortizzatori sociali previsti dall’accordo quadro del Novembre 2009, mentre l’incontro al MiSE aveva per obiettivo un approfondimento della strategia aziendale, con particolare riferimento alla R&D della divisione OPTICS.
L’Azienda ha espresso la volontà di utilizzare la CIGO, andando oltre i limiti posti nell’accordo quadro, ossia superando i 10 giorni lavorativi al mese massimi per ciascun lavoratore ed affermando l’impossibilità di applicare un minimo di rotazione tra i lavoratori, come invece è avvenuto l’anno scorso. La CIGO sarebbe utilizzata, come nel 2010, nella Region e nelle strutture destinate al presidio del mercato locale.
Relativamente alla mobilità, l’azienda si è dichiarata disponibile ad un utilizzo in continuità con le modalità degli anni precedenti, cioè volontaria e incentivata. Il numero di persone aventi i requisiti per raggiungere la pensione nel periodo di mobilità è però assolutamente esiguo.
Nell’incontro al ministero l’azienda ha confermato i punti di forza e di debolezza di Optics rispetto alla concorrenza: leader nell’innovazione di prodotto, da migliorare nel “time to market”, male su costo del prodotto e profittabilità.
L’azienda avrebbe quindi deciso di cambiare la metodologia di lavoro in tutta la Ricerca e Sviluppo di Optics e anche nelle altre divisioni del gruppo Networks, attraverso l’introduzione del modello “Agile”, allo scopo di reagire più prontamente alle richieste dei clienti, ma questo sarebbe in contrasto con la frammentazione della R&D (21 siti in 11 paesi per Optics, 95 siti complessivi di R&D per il gruppo Networks), e con i troppi livelli di management.
Questo avrebbe quindi portato alla decisione aziendale di chiudere il laboratorio di Bari, ma è evidente che si aprono grandissime incognite anche sulle altre sedi.

C’è tutto tranne che un piano credibile e verificabile per i prossimi anni, e anche il Ministero dello Sviluppo Economico, nella persona del dott. Castano, ha ribadito all’azienda la richiesta di impegni, garanzie, investimenti e piani di attività per i prossimi anni.
Il quadro complessivo si conferma grave da ogni punto di vista:
  • c’è una chiara volontà aziendale di utilizzare la cassa integrazione in modo punitivo circoscritto verso alcune persone, anche in contrasto con l’asserita necessità di riduzione dei costi della Regione;
  • c’è un avvio di ridimensionamento della R&D, tagliando sia le attività (razionalizzazione catalogo prodotti) che gli organici, che sembra seguire quanto fatto in passato, prima per le produzioni e poi per molte attività amministrative;
  • c’è una delocalizzazione di attività da Trieste che porta a una drastica riduzione di lavoratori somministrati, che per anni hanno costituito una importante forza lavoro strutturale oltre a pesanti effetti sull’indotto locale.
Di fronte a tutto questo, le segreterie nazionali Fim, Fiom, Uilm ed il Coordinamento nazionale
decidono di svolgere assemblee in tutte le sedi per:
  • discutere con le lavoratrici ed i lavoratori la situazione molto complicata e che vede colpito per la prima volta anche il core business dell’azienda;
  • decidere le iniziative da mettere in campo;
  • mettere a punto le nostre controproposte.
FIM, FIOM, UILM e il Coordinamento sindacale ALU indicono fin d’ora lo stato di agitazione in tutta l’azienda, con lo sciopero del lavoro straordinario.
Le Organizzazioni Sindacali hanno ancora una volta richiamato il governo sulla necessità di un intervento pubblico per il potenziamento delle reti di comunicazione in Italia, i 1.400 milioni di euro annunciati due anni fa ridotti a 70 milioni di euro e non ancora stanziati sono insufficienti. E’ quanto mai necessario per il rilancio del paese una inversione di rotta per allineare l’Italia alle politiche di sviluppo e innovazioni di altri paesi europei, oltre a un impegno concreto per il superamento del digital divide.
Per proseguire il confronto sia in sede sindacale, che in sede ministeriale sono stati programmati due nuovi incontri: il primo in Assolombarda e il prossimo 25 Marzo al Ministero dello Sviluppo Economico.

FIM, FIOM, UILM NAZIONALI
IL COORDINAMENTO SINDACALE ALCATEL LUCENT
Roma, 11 marzo 2011

Comunicato in formato PDF

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