mercoledì 23 marzo 2011

Intervista a Gianluca Baini

Lo scorso lunedì, sul Corriere delle Comunicazioni un quotidiano online di ICT, è stata pubblicata una intervista a Gianluca Baini, Amministratore Delegato di Alcatel-Lucent Italia.
Non ci soffermiamo sulla parte dell'intervista inerente agli aspetti di mercato e di strategie: tutti i top manager intervistati, ovunque essi appartengano, non possono fare altro che magnificare i progetti e le prospettive delle aziende in cui lavorano, anche per incutere timore alla concorrenza. Leggendo queste interviste, se sono fatte dal top manager della tua azienda, ti sembra di lavorare da qualche altra parte: strategie, nuove metodologie , organizzazione del lavoro. Verrebbe voglia di mettere giù due righe in questo blog sulla "vera" organizzazione aziendale ma si sa, i panni sporchi è meglio lavarli in casa. Se poi un giorno "in casa" non ci saremo più, vi invitiamo a tornare su questo blog per tante amene letture.
Vogliamo invece soffermarci sulla parte in cui vengono poste a Baini domande riguardo investimenti e ristrutturazioni in Italia.
Nell'intervista Baini dice che "la nostra corporate continua ad investire in Italia", che occorrerà solo ottimizzare costi ed efficienze e che il suo mandato è "di potenziare e sviluppare le eccellenze italiane".
Si potrebbe eccepire che chiudendo il laboratorio di R&D Optics di Bari si rinuncia al finanziamento di progetti PON in collaborazione col Politecnico di Bari: attualmente due progetti finanziati di €2,4 e 5 milioni di euro e ad altri tre progetti in via di approvazione. Ma forse questi non sono gli investimenti che intendeva; forse noi non capiamo.
Si potrebbe eccepire che chiudendo il laboratorio di R&D Optics di Bari non si potenziano e sviluppano le eccellenze italiane, se i prodotti continuano ad essere sviluppati in collaborazione con i colleghi indiani, cinesi o rumeni. Ma forse queste non sono le eccellenze che intendeva; forse noi non capiamo.
Non capiamo infatti come si possa definire "fine tunings" la dismissione di un intero laboratorio in cui lavorano 30 progettisti software e soprattutto come questi "fine tunigs" possano "potenziare il nostro centro di eccellenza e renderlo ancora più efficiente e competitivo".
Privarsi di 60 ricercatori in R&D (30 a Bari, ma ricordiamo anche i 30 a Vimercate) come migliora l'efficienza? Ricordiamoci che il laboratorio di Bari non è allocato su prodotti obsoleti o in obsolescenza: tuttaltro! L'azienda ha infatti dichiarato anche al Ministero dello Sviluppo Economico che sta dismettendo il laboratorio, ma non i prodotti che in esso si sviluppano.
E anche Baini, nell'intervista, fa capire come le competenze italiane dell'ottico di Alcatel-Lucent si concentreranno su Vimercate.
L'appuntamento di venerdì prossimo al MiSE ci chiarirà finalmente le intenzioni dell'azienda? Staremo a vedere. A quel tavolo hanno confermato la loro partecipazione sia il Comune di Bari che la Regione Puglia.

1 commento:

  1. Alcatel-Lucent closes Israel center
    At the same time, the company is considering opening a new center focused on cloud computing.
    23 March 11 16:32, Gad Perez
    Alcatel-Lucent SA (NYSE; Euronext: ALU) has decided to close its optics center in Israel. Rumors about the closing have been circulating for a long time, and there was a wave of layoffs at the center last year. Today, the company officially announced the center's closure.

    Alcatel-Lucent said that it decided to stop marketing the main product developed in Israel (1850 TSS-40), an optical packet transport service switch, which prompted the closing of the Israeli center. The center is part of Alcatel-Lucent optics division, which is headquartered in Italy. The Israeli center has 40 employees, some of whom will be transferred to other activities at the company, while others will leave.

    Alcatel-Lucent also said that it will shortly open a cloud computing development center. The company will make a separate announcement on this matter.

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