sabato 26 marzo 2011

MiSE 25 marzo: confermata dismissione di Bari

All'incontro al Ministero dello Sviluppo Economico di ieri 25 marzo per le amministrazioni locali erano presenti l'assessore Annabella De  Gennaro del Comune di Bari ed il Dott. Beppe Recchia della task Force Lavoro della Regione Puglia: ringraziamo entrambi per la loro disponibilità e partecipazione.
Per l'azienda era ancora presente, oltre alla Dott.ssa Francesca Manili Pessina HR ALU, al Dott. Angelo Perucconi ed al Dott. Giorgio Chiovini, anche l'ing. Sergio Fasce per fare una presentazione delle strategie tecniche di Alcatel-Lucent. Invece assente il Dott. Castano del Ministero, sostituito dal Dott. Di Leo (presente anche agli incontri precedenti). Per carità, non sappiamo quali impegni di certo importanti abbiano trattenuto il Dott. Castano, ma ci concediamo la libertà di pensare a quanta attenzione venga posta da questo governo alle questioni dei lavoratori.
Come già detto nei post precedenti, non ci soffermiamo sulla descrizione dei piani tecnici di Alcatel-Lucent fatta dall'ing. Fasce: in questo blog parliamo delle ricadute occupazionali e sociali delle scelte di questa azienda.
La Dott.ssa Manili Pessina ha confermato quanto i top manager europei hanno detto ai membri dell' ECID pochi giorni fa: nell'ottica di una strategia cosiddetta a tre C (Coerenza, Collaborazione, Consolidamento) si dovrà giungere entro fine 2013 ad una presenza di Optics in 9 laboratori distribuiti su 7 nazioni, partendo dalla cancellazione delle attività di Optics dai siti di Plano (Texas), Tel Aviv (Israele), Timisoara (Romania) e Bari (Italia).
La sede di Vimercate rimane un hub importante per lo sviluppo di Optics e per i programmi futuri di Alcatel-Lucent in Italia. Ovviamente sono state fatte molte eccezioni da diversi delegati, sia di Vimercate che di Bari  su vari temi: sull'uso dei subcontractors che costano all'azienda oltre 400 euro al giorno, sul fatto che non è pensabile che nel terzo millennio ci sia la necessità di avere i lavoratori gomito a gomito per lavorare in team. Gli sviluppi di codice open source sono fatti con softwaristi che non si conoscono nemmeno personalmente, sparsi in tutto il mondo. Ma i rappresentanti dell'azienda hanno confermato che non è possibile modificare le decisioni prese dalla Corporate a livello mondiale sulla nuova organizzazione del lavoro: opporsi significa starne fuori. Quindi ...
Le OO.SS. sottolineavano che quella che si sta ponendo è solo una questione di costi e che come tale va  trattata, mentre l'azienda ribadiva che si trattava di una riorganizzazione del lavoro, pur sempre con l'obiettivo di ridurre costi. Insomma un ping pong di diversi modi di voler vedere una brutta faccenda che alla fine vede sempre pagare tutto ai lavoratori. 
Dopo oltre due ore di posizioni divergenti tra azienda ed OO.SS. l'intervento del funzionario della Regione Puglia ha fatto accendere una luce negli occhi dei rappresentanti dell'azienda (che forse non aspettavano altro). Ha chiesto all'azienda cosa avrebbe potuto offrire in termini di ricaduta occupazionale e presenza sul territorio a fronte di un eventuale intervento della Regione  e l'azienda ha subito colto la palla al balzo concordando un incontro in regione prima del prossimo incontro al MiSE fissato per il prossimo 8 aprile.

7 commenti:

  1. Siamo quindi nelle mani della regione Puglia nessun'altra possibilità di soluzione "con poco dolore" da parte dell'azienda !!!!

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  2. Dopo le tre "i" tanto decantate dal Berlusca adesso le tre "c"

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  3. 26.03.2011. Così si è espresso Benedetto XVI nell'udienza a circa 8.000 pellegrini della diocesi di Terni, ricordando anche la "angoscia" delle famiglie per la "precarietà" del lavoro dei giovani.

    La "dignità specifica del lavoro - ha continuato il pontefice - viene spesso violata quando il lavoro viene visto solo come strumento di guadagno, se non addirittura, in diverse parti del mondo, come mezzo di sfruttamento e quindi di offesa alla stessa dignità della persona".

    http://www.repubblica.it/economia/2011/03/26/news/dal_papa_monito_sulla_disoccupazione_mina_la_societ_e_il_bene_comune-14119329/?ref=HRER2-1

    I nostri KAPò aziendali cosa ne pensano ?
    Se ne fregano di tutti e tutto...! Cosa dice Baini Fasce e la Pessina con il mitico venerando Perrucconi?

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  4. Purtroppo in Italia ci sono altri tre piccoli laboratori R&D Optics (meno di 100 dip.), oltre Bari, per cui appare discriminatorio e persecutorio l’atteggiamento dell’azienda di aver scelto unilateralmente la chiusura della sede di Bari senza aver sentito le OO.SS. per valutare preliminarmente gli impatti sociali di una tale azione come suggerito dalle procedure di legge che indicano si usare la massima trasparenza nell’adottare dismissioni e/o trasferimenti aziendali.
    In pratica, un preventivo tavolo di confronto avrebbe comportato una valutazione sulle possibili alternative e soluzioni adottabili per ogni singola sede, e successivamente, trovare la soluzione con minore impatto sociale e traumatico sia per l’aziende sia per i lavoratori.
    (Ad esempio, la dismissione di un laboratorio R&D Optics in sedi aventi strutture organizzative multiple, avrebbe consentito di trasferire i lavoratori in altre divisioni come è accaduto a Timisoara).
    Forse è il momento di far capire all’azienda che il metodo adottato non è “corretto”? …. cosa dicono le OO.SS.?
    Certamente se nel piano di dismissioni della corporate (non ancora noto ai comuni mortali ma forse noto ai piani “alti”) sono esclusi altri sedi in Italia e comprensibile il tutto.

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  5. A questo punto appare evidente e necessario una MOBILITAZIONE CONGIUNTA DI TUTTI I LABORATORI R&d in Italia atta a cercare di portare l'azienda ad un tavolo di confronto.

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  6. ma ancora speriamo in aiuti da chi o cosa, è ora di cambiare aria dobbiamo essere noi a far cambiare le cose, cosi come hanno fatto i nostri nonni o i nostri padri; finche pensiamo che gli altri ci debbano aiutare possiamo solo che affogare!!!!!!!!!!!!

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  7. Per punire l'Azienda lunico modo è lavorare per la concorrenza(huawei cina)...è il mercato

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