domenica 1 maggio 2011

Primo Maggio: Festa dei Lavoratori


Nonostante tutto siamo ancora dei lavoratori. Quello che non va è che oggi qualcuno lo considera un privilegio. Il privilegio di avere un lavoro. Non è nemmeno più un privilegio quello del "posto fisso", ma lo è diventato semplicemente quello di avere un lavoro e basta. E la giornata di oggi ha per noi un sapore particolare quest'anno. Gli anni scorsi lo associavamo al concertone di Roma, al godersi un po' di ore di buona musica. Quest'anno lo riscopriamo in tutto il suo significato: ribadire la centralità del lavoro nella vita sociale. E riusciamo ancor più a comprendere cosa significa avere un lavoro precario. Ormai lavoro precario non significa più non avere un contratto a tempo indeterminato, ma significa anche semplicemente avere più di 45 anni di età anche se con un lavoro a tempo indeterminato. Tanto più quando si è in forza ad una multinazionale, che in Italia fa e disfa a suo piacimento, senza che il nostro Governo possa (o voglia) minimamente avere un ruolo. Le multinazionali che sono degli enormi carrozzoni dove si spreca di tutto e di più ma poi si risparmia sul costo del lavoro che, tradotto in italiano, significa segare posti di lavoro nei paesi occidentali a vantaggio dei paesi emergenti come Cina ed India. Noi non siamo contrari alla cosiddetta globalizzazione: nessuno contesta che i lavoratori dei paesi in via di sviluppo abbiano una propria dignità ed un lavoro. Ma è proprio qui il problema: finché i lavoratori di quei paesi non avranno diritti, continuerà questa lotta tra poveri che vede ad occidente i tagli dei posti di lavoro e altrove nel mondo lo sfruttamento senza regole, a solo vantaggio delle aziende. Si legge in un volantino diffuso a Napoli il 20 aprile 1890: "Lavoratori ricordatevi il 1 maggio di far festa. In quel giorno gli operai di tutto il mondo, coscienti dei loro diritti, lasceranno il lavoro per provare ai padroni che, malgrado la distanza e la differenza di nazionalità, di razza e di linguaggio, i proletari sono tutti concordi nel voler migliorare la propria sorte e conquistare di fronte agli oziosi il posto che è dovuto a chi lavora. Viva la rivoluzione sociale! Viva l'Internazionale!"

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