sabato 11 giugno 2011

Il miglio verde - MiSE 10 giugno 2011

"Il miglio verde": film e libro prendono il nome dalla striscia di linoleum verde che copriva l'ultimo miglio percorso dai condannati a morte verso la sedia elettrica. Uno di noi lavoratori di Bari lo ha tirato in ballo pensando alla nostra condizione. Il giudizio per noi è già stato da tempo emesso: colpevoli. Colpevoli di avere oltre 40 anni, colpevoli di avere lavorato seriamente e fedelmente per una multinazionale, colpevoli di vivere al Sud.
Con il giudizio finale emesso siamo solo in attesa che venga stabilita la modalità di esecuzione. E proprio come nel "Il miglio verde" il nostro sacrificio comunque manterrà in vita la sede di Vimercate ed ALU in Italia, così come ci viene sempre ripetuto fino alla noia.
Ci è stato ripetuto anche ieri all'incontro al Ministero dello Sviluppo Economico dove, davanti al Dott. Castano,  erano presenti l'immancabile coordinamento sindacale nazionale di Alcatel-Lucent, i vari rappresentanti delle regioni Puglia, Lombardia e Friuli Venezia Giulia (quest'ultima rappresentata anche dall'ass. al lavoro Angela Brandi) e la solita triade dei rappresentanti aziendali.
La dott.ssa Manili Pessina anche questa volta apre con quelle che, contenta lei, ritiene siano buone notizie: lo spostamento di lavorazioni dallo stabilimento di Trieste verso la Romania slitta di qualche mese a causa di problemi tecnici e, a causa di un picco momentaneo nella attuale produzione, il numero di lavoratori somministrati impegnati nello stabilimento verrà temporaneamente aumentato di qualche decina.
I rappresentanti dell'azienda si sono subito affrettati a sottolineare che il piano in atto sullo stabilimento di Trieste non cambia. Tant'è che addirittura il Dott. Castano, questa volta inusualmente dalla parte dei lavoratori (sarà il vento delle amministrative?), ha sottolineato che questo aggrava il problema già esistente. Infatti così i lavoratori che dovranno essere "smaltiti" passeranno da 200 a 200+ alcune decine.
Poi è stata la volta della Region, la divisione di Alcatel-Lucent già oggetto di CIGO. In cassa attualmente 43 persone ma l'azienda fa sapere che ancora non ci siamo e che occorrerà identificare nuove azioni per abbattere i costi. Abbattere i costi o abbattere i lavoratori?
Tutte le altre volte che si era affrontato questo problema il coordinamento aveva proposto come soluzione il contratto di solidarietà verso cui l'azienda ha sempre avuto una preclusione ideologica. E così  ripiegava sulla CIGO che non dà i risultati sperati. Quindi tra un po' ci attendiamo che la scure si abbatta anche sui colleghi della Region già sotto i riflettori della sfiga.
Dulcis in fundo, al MiSE è stato il momento di parlare di R&D Optics.
Ovviamente tutto confermato: dismissione del sito di Bari ma non dei suoi prodotti. Per il lavoratori vengono ancora una volta confermate le offerte già fatte:
1) trasferimento a Vimercate; 2) utilizzo dello strumento aziendale del job posting laddove lo skill del lavoratore combaci con i profili ricercati nelle varie sedi ALU sparse nel mondo; 3) esternalizzazione.
Sempre la triade ci dice che quest'ultima è la strada che più si sta battendo ma pur essendoci stati contatti con varie società, non si è ancora configurato un progetto definitivo. Tra i vari motivi c'è quello che le competenze dei lavoratori ALU sono troppo di nicchia e che in Italia c'è solo ALU che può utilizzare lavoratori con le nostre competenze. Ovviamente noi potremmo obiettare che ci sono i concorrenti che potrebbero utilizzare le nostre competenze, ma lasciamo stare.
Purtroppo però l'azienda ha avuto una uscita poco felice. Ha dichiarato di dovere andare avanti con la riorganizzazione e non potere rimanere al palo, dopo che a Timisoara e Tel Avi e Plano in Texas i laboratori sono già spariti: se la portiamo troppo per le lunghe dimostriamo che l'Italia non è competitiva e non è affidabile. Ci ricorda un po' le menate alla Marchionne: è colpa del rigido mercato del lavoro e dei sindacati se in Italia una azienda non può fare il cazzo che gli pare e mettere in mezzo alla strada un numero imprecisato di lavoratori buttando nella crisi le rispettive famiglie, quindi meglio andare altrove.
E allora qual'è la brillante idea dei nostri 3 moschettieri? Spostare a Vimercate le attività in carico a Bari e mettere in cassa integrazione i lavoratori pugliesi. Il Cielo ha voluto che stavolta, anziché un Berlusconi che desse ragione a Marchionne, l'azienda ha trovato il Dott. Castano che (sbalordendo tutti i presenti) si è opposto nettamente a questa soluzione. Una proposta davvero indecente se persino il funzionario del Ministero, che finora in tutti gli incontri aveva assunto una posizione piuttosto ... soft, la ha considerata inaccettabile ed ha piuttosto proposto di accelerare i confronti fissando un incontro tra Alcatel-Lucent ed istituzioni (Governo e Regione Puglia) in Assolombarda a Milano il prossimo venerdì 17. Incontro a cui seguirà un periodo di valutazioni che dovrà portare qualche proposta più concreta al prossimo incontro al MiSE fissato per lunedì 11 luglio p.v.
Stiamo in campana. Il miglio è lungo da percorrere!

2 commenti:

  1. Di optics ALU Italia, ci sta pure Battipaglia Rieti Genova, si e' detto qualcosa?

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  2. Nulla di nuovo per le altre sedi. A proposito del miglio verde ... sono ancora in attesa del verdetto.

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