mercoledì 13 luglio 2011

MISE 11 luglio 2011: ha smesso di piovere?


Lunedì 11 luglio si è avuto al Ministero dello Sviluppo Economico il previsto incontro con l'Azienda. Incontro già programmato lo scorso 10 giugno (come da verbale MiSE), che ha rischiato di slittare a fine mese ma che l'Azienda non voleva portare così in avanti. L'incontro era stato convocato dal MiSE in un primo momento a Milano, presso la sede della Regione Lombardia. Poi c'è stata una rettifica che ha riportato l'incontro al suo luogo naturale, ovvero il MiSE in via Molise a Roma. Erano presenti, oltre ai rappresentanti di ALU, i rappresentanti delle Regioni Puglia, Lombardia, Friuli Venezia Giulia, l'assessore allo sviluppo economico della città di Trieste Fabio Omero. Assenti i nazionali ed i delegati ALU di FIM e UILM.

Per essere "politically correct", vista la assenza delle altre due sigle sindacali, il MiSE ha ritenuto opportuno di fare da semplice uditore. Il Dott. Di Leo era comunque presente all'incontro che era stato ufficialmente convocato dal MiSE con tanto di lettera di convocazione. Non se lo è inventato la FIOM, non se lo è inventato l'azienda, non se lo sono inventati i rappresentanti degli enti locali di Puglia, Lombardia e Friuli Venezia Giulia che erano presenti. A titolo di cronaca diciamo che era stato chiesto un rinvio dell'incontro da FIM e UILM ma che il Ministero non ha evidentemente potuto accogliere, convocando comunque l'incontro per l'11.
FIM e UILM non hanno ritenuto opportuno far si che ci fosse una loro rappresentanza. Chissà se questo peserà nel modo con cui l'operato delle diverse sigle sindacali viene valutato dai lavoratori al momento dei rinnovi delle RSU.

Abbiamo già pubblicato il comunicato della FIOM relativo all'incontro. Pubblicheremo per trasparenza anche quello poi arrivato da FIM e UILM proprio per permettere a chi legge queste pagine di farsi una propria convinzione di quanto accade, sapendo che essere chiari e trasparenti non fa altro che tornare a vantaggio di chi ha sempre operato e continuerà sempre ad operare nell'interesse esclusivo dei lavoratori.
Perché quella domanda nel titolo: "ha smesso di piovere?". Non si può certo dire che le nuvole si siano diradate: il cielo sul futuro dei lavoratori della sede ALU di Bari non è ancora sereno, ma almeno ha smesso di piovere, appunto. In questo incontro l'Azienda ha illustrato uno scenario certamente diverso da quello che aveva preso corpo dopo l'ultimo incontro al MiSE del 10 giugno u.s.
Allora aveva prospettato la sottrazione delle attività al laboratorio per poi proporre la cassa integrazione ai lavoratori. Questa volta, pur sottolineando che nessun accordo con altre aziende sia già concluso, ha detto che c'è sicuramente stata una accelerazione negli incontri con eventuali acquirenti e che su un totale di 8 o 9 aziende con cui ci sono stati contatti, c'è un novero di alcune aziende con cui la soluzione è possibile. Non sono stati fatti nomi per tutelare le trattative anche se sono stati descritti a grandi linee i profili di queste aziende che sono comunque multinazionali/sovranazionali di dimensioni rilevanti (oltre 500 addetti). Con questo ristretto cerchio di aziende si è anche parlato delle attività presenti e furure in carico ai lavoratori e al tipo di business che queste aziende intendono intraprendere con i lavoratori di Bari ed il loro skill.

Non potendo scendere in ulteriori dettagli, rimandiamo alla lettura del comunicato FIOM precedentemente postato. Mi raccomando ... quello FIOM, ma non è difficile azzeccare qual'è quello giusto: basta cominciare a leggere il contenuto ...
Aggiungiamo solo che l'Azienda ha aggiunto che vuole stringere a breve, nei prossimi 7-10 giorni perchè "occorre dare risposte rapide a Parigi per salvare il sistema Italia". Come già detto in molti post precedenti, siamo consapevoli di essere l'agnello sacrificale per la permanenza di ALU in Italia. Ci auguriamo almeno che il nostro sacrificio possa essere di aiuto ai colleghi delle altre sedi periferiche, salvandoli da un futuro che, per ora, non è roseo.
Si prevede quindi che, qualora l'azienda riesca a concludere le trattative con una delle aziende più accreditate tra quelle contattate, si terrà un nuovo incontro al MiSE nell'ultima settimana di luglio in cui ALU farà finalmente il nome dell'acquirente.
Nel frattempo occorre rimanere con i piedi per terra, non farsi illusioni che potrebbero essere poi tristemente smontate e, soprattutto, vigilare affinché non si finisca in una scatola vuota, diversamente da quanto ALU sta ora proclamando.

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