martedì 7 febbraio 2012

7 febbraio 2011 - 7 febbraio 2012

Lunedì 7 febbraio 2011 durante uno degli incontri periodici in Assolombarda tra i rappresentatnti di Alcatel-Lucent Italia ed il Coordinamento Sindacale Nazionale della stessa azienda, veniva annunciata dalla Dott.ssa Francesca Manili Pessina la dismissione del laboratorio di Ricerca e Sviluppo di Bari.
Uno dei laboratori periferici della multinazionale che ha il suo quartier generale a Vimercate (MB) e che ha altre sedi a Genova, Battipaglia, Roma, Rieti, Trieste.
Ne è passata di acqua sotto i ponti in un anno.
Ci fu detto che si trattava di una dismissione strategica, non legata ad alcuna riduzione costi. Da quella data cominciammo ad aprire un tavolo al Ministero dello Sviluppo Economico che lentamente, ci ha portati ad essere esternalizzati verso Experis, società controllata dalla multinazionale Manpower.
Ma, come era facile prevedere, non siamo stati gli unici rami ad essere tagliati. Rami non secchi, si badi bene. Proprio in questi giorni i colleghi di Genova stanno seguendo la nostra stessa sorte: annunciata la chiusura del loro laboratorio, stanno per essere ceduti ad una azienda ligure.
Ma gli eventi stanno travolgendo ALU.
Come potete seguire dal blog delle RSU di Vimercate sono stati annunciati in Italia, per il 2012, ben 490 esuberi così ripartiti:
  • 65 esuberi nella Region (pre-sales, sales, funzioni centrali);
  • 25 esuberi nella Global Custom Delivery;
  • 25 in Supply Chain, Delivery Operations e Ingegneria Industriale;
  • 15 nelle altre funzioni centrali (HR, Finance, Marketing e Comunicazione);
  • 360 nelle attività R&D OPTICS, così ripartiti: 220 OMSN, 105 Network Management, 35 Wireless Transmission, su un organico complessivo di 890 persone inclusi circa cento contractors.
Siamo vicini al taglio del 25% della forza lavoro in Italia. Una vera fuga dal nostro Paese. Questo ci fa da un lato pensare ad avere fatto appena in tempo ad essere messi fuori senza troppi danni, ma dall'altro ci fa riflettere su come la assoluta mancanza di politiche industriali dei governi dell'ultimo decennio abbia provocato questa inarrestabile emorragia delle compagnie straniere.
Noi conosciamo le capacità tecniche dei nostri ex-colleghi ed è davvero triste vedere come un tale patrimonio venga stupidamente delapidato.
Seguiremo anche noi, le loro lotte, riportandole su queste pagine.
In bocca al lupo, ragazzi!

1 commento:

  1. "la assoluta mancanza di politiche industriali dei governi dell'ultimo decennio abbia provocato questa inarrestabile emorragia delle compagnie straniere"

    Direi che il problema è un tantino più antico.
    Rimanendo sul "nostro", basti pensare a che fine fece la Telettra e ai motivi.

    Per carità, con questa precisazione non voglio giustificare gli ultimi governi, ma solo evidenziare che il "vizio" di perderci settori strategici è una tradizione italiana di lungo corso.

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